Categoria: Export e internazionalizzazione Data di pubblicazione: 27 agosto 2026
In sintesi
L’export italiano ha raggiunto nel 2025 circa 643 miliardi di euro, con le PMI che ne rappresentano il 98% in termini di numero di imprese e circa 280 miliardi in valore. Nel 2026 le opportunità di internazionalizzazione si moltiplicano — soprattutto nel digitale — ma le PMI manifatturiere lombarde devono superare ancora molti ostacoli strutturali per coglierle.
I fatti
Secondo i dati di Unioncamere e IdeaExport, il 2025 ha consolidato il ruolo dell’Italia tra le prime dieci potenze esportatrici mondiali, con un export totale di circa 643 miliardi di euro. Le PMI sono il motore invisibile di questo risultato: rappresentano il 98% delle imprese che operano sui mercati internazionali e generano complessivamente circa 280 miliardi di export.
Nel 2026, le opportunità più interessanti per le PMI manifatturiere italiane si concentrano nella componentistica avanzata, nelle tecnologie per la transizione energetica, nell’aerospazio e nell’agroalimentare premium. Si tratta di settori dove la flessibilità e il know-how specifico delle imprese italiane riescono ancora a fare la differenza rispetto alla concorrenza di prezzo dei paesi asiatici.
Sul fronte degli strumenti di supporto, SIMEST ha confermato per il 2026 il programma “Fiere ed eventi”, che sostiene la partecipazione delle imprese fino a tre manifestazioni internazionali. Parallelamente, cresce l’attenzione verso i canali digitali: le strutture di supporto all’export stanno orientando le PMI verso piattaforme come TikTok Shop, AliExpress e i principali marketplace europei, trasformando la presenza online in uno strumento di esportazione concreto. Lamiafinanza.it ha rilevato ad agosto 2026 un incremento significativo delle richieste di consulenza per l’internazionalizzazione digitale da parte di imprese del Nord Italia.
Fonte: IdeaExport.it, “Export italiano 2026: crescita record e nuove fragilità da gestire”, 2026; lamiafinanza.it, “Internazionalizzazione, nuove opportunità per le PMI”, agosto 2026.
Cosa significa
Per una PMI manifatturiera lombarda con fatturato tra 15 e 200 milioni, l’internazionalizzazione non è più un’opzione per i “grandi”. È diventata una leva di sopravvivenza competitiva, specialmente in un momento in cui il mercato domestico mostra segnali di rallentamento. La vera barriera, però, non è la dimensione: è la struttura commerciale. Molte aziende lombarde hanno prodotti di qualità che potrebbero competere all’estero, ma non hanno una rete commerciale internazionale né una presenza digitale strutturata per intercettare buyer esteri.
Il cambiamento di mentalità richiesto è significativo: dalla logica della fiera stagionale (dove si aspetta che il cliente venga) a quella del presidio attivo dei mercati, anche attraverso strumenti digitali come LinkedIn e i marketplace specializzati.
Conclusioni
I fondi ci sono, i mercati ci sono, i prodotti pure. Ciò che manca spesso è la struttura commerciale per presidiare l’export in modo sistematico. Investire in una funzione commerciale dedicata all’internazionalizzazione — anche in forma di Fractional Manager — è oggi una delle mosse più concrete che un’impresa manifatturiera lombarda possa fare.