Categoria: Trasformazione digitale e Industria 4.0 Data di pubblicazione: 8 settembre 2026
In sintesi
Il piano Transizione 5.0 mette a disposizione 6,3 miliardi di euro per il biennio 2025-2026 sotto forma di credito d’imposta, legando gli investimenti digitali al risparmio energetico.
I fatti
Per il 2026 sono stati stanziati oltre 300 milioni di euro tra strumenti nazionali e programmi regionali a sostegno della digitalizzazione delle PMI, con intensità di aiuto dal 30% al 50% per software, cloud, cybersecurity, formazione e consulenza. Il piano Transizione 5.0, con una dotazione complessiva di 6,3 miliardi, prevede un doppio requisito: l’investimento deve riguardare beni strumentali 4.0 e generare una riduzione dei consumi energetici non inferiore al 3% sulla struttura produttiva o al 5% sul processo. La Nuova Sabatini resta un’opzione più semplice, senza vincoli energetici e cumulabile con altri incentivi. Fonte: MIMIT, Piano Transizione 5.0, 2026.
Cosa significa
Per un’impresa manifatturiera familiare l’incentivo è interessante, ma il doppio requisito energetico rende necessario un progetto tecnico serio, con misurazione dei consumi prima e dopo l’investimento. Chi affronta la pratica senza competenze adeguate rischia di non ottenere il credito. La digitalizzazione, inoltre, non riguarda solo i macchinari: coinvolge anche i processi commerciali e la gestione dei dati sui clienti.
Conclusioni
Prima di investire conviene mappare i consumi e definire obiettivi misurabili. La trasformazione digitale porta valore quando tocca l’intera catena, dalla produzione alla relazione con il cliente, non solo il reparto tecnico.
Redazione Industria Lombarda News