Categoria: Interviste e consulenti esperti B2B    Data di pubblicazione: 12 settembre 2026

In sintesi

Cresce la spesa delle PMI italiane sui social media, ma nel B2B la maggior parte fatica a trasformare la presenza online in risultati commerciali concreti. Il problema è la mancanza di strategia, non il canale.

I fatti

In Italia 676.000 PMI investono sui social media, per un mercato che vale quasi 600 milioni di euro. Eppure gran parte delle imprese B2B non riesce a identificare risultati commerciali misurabili. Secondo gli osservatori di settore, il nodo è la dispersione delle risorse su canali non adatti al B2B e l’assenza di una strategia che distingua la semplice presenza dall’efficacia commerciale. LinkedIn resta il canale privilegiato dai decision maker italiani, il 65% dei quali utilizza dispositivi mobili per ricerche legate al lavoro. Le strategie più efficaci puntano sul nurturing, ossia sulla coltivazione del contatto nel tempo con contenuti di valore, più che sulla vendita immediata. Fonte: osservatori sul social media marketing B2B in Italia, 2026.

Cosa significa

Per un’impresa manifatturiera che spende in fiere senza conoscere il ritorno dell’investimento, il tema è familiare: attività di marketing avviate senza obiettivi né misurazione. Presidiare LinkedIn può generare contatti qualificati, ma solo se inserito in un processo che definisce pubblico, contenuti e metriche. Il social selling non sostituisce i venditori: fornisce loro contatti già interessati, riducendo il tempo speso a inseguire prospect freddi.

Conclusioni

La domanda giusta non è se essere sui social, ma con quale strategia e con quali risultati attesi. Misurare i contatti generati e la loro qualità è il primo passo per capire se l’investimento commerciale sta davvero funzionando.

Redazione Industria Lombarda News

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