Categoria: Trasformazione digitale e Industria 4.0 Data di pubblicazione: 19 settembre 2026
In sintesi
Cambia lo strumento con cui lo Stato sostiene gli investimenti in tecnologie 4.0 e 5.0. Dal 2026 il credito d’imposta lascia spazio all’iperammortamento, con nuove aliquote e regole.
I fatti
Secondo le ricostruzioni degli operatori del settore agevolazioni, dal 1° gennaio 2026 l’iperammortamento sostituisce i precedenti crediti d’imposta di Transizione 4.0 e 5.0, con validità fino al 30 settembre 2028. Il meccanismo aumenta il costo deducibile dei beni ammissibili con maggiorazioni decrescenti in base all’importo: +180% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro, +100% oltre i 2,5 e fino a 10 milioni, +50% oltre i 10 e fino a 20 milioni. Sono agevolabili i beni materiali e immateriali interconnessi al sistema produttivo, insieme agli impianti di autoproduzione di energia da fonti rinnovabili per l’autoconsumo. Restano obbligatorie la certificazione tecnica e quella contabile. Il beneficio, però, si manifesta in sede di dichiarazione e negli anni successivi, non come credito immediatamente compensabile. Fonte: reteagevolazioni.it, guida al nuovo iperammortamento 2026.
Cosa significa
Per una PMI manifatturiera cambia soprattutto la logica finanziaria. Con il credito d’imposta il vantaggio era più immediato e compensabile; con l’iperammortamento il beneficio si distribuisce nel tempo e va pianificato con attenzione insieme al commercialista. Le certificazioni obbligatorie, inoltre, alzano l’asticella dell’organizzazione richiesta.
Conclusioni
Prima di firmare un ordine per un nuovo macchinario conviene verificare requisiti, tempistiche e impatto fiscale reale del nuovo iperammortamento. Un investimento pianificato per tempo con i giusti advisor evita di scoprire troppo tardi che il vantaggio atteso arriva solo negli esercizi successivi.
Redazione Industria Lombarda News