Categoria: AI per aziende B2B familiari    Data di pubblicazione: 7 ottobre 2026

In sintesi

Secondo l’ultima rilevazione ISTAT su Imprese e ICT, il 16,4% delle imprese italiane con almeno 10 addetti utilizza oggi almeno una tecnologia di intelligenza artificiale, contro l’8,2% del 2024 e il 5% del 2023: un raddoppio in dodici mesi. Ma il divario dimensionale tra grandi imprese e PMI si è ampliato, non ridotto.

I fatti

Tra le grandi imprese l’adozione è passata dal 32,5% del 2024 al 53,1% del 2025: oltre una su due ha oggi soluzioni AI in produzione. Tra le PMI la crescita relativa è identica, ma il livello assoluto resta molto più basso: dal 7,7% al 15,7%. Il divario tra le due categorie è passato da 20 punti percentuali nel 2023 a 37 punti nel 2025. Tra le aziende che hanno valutato investimenti in AI senza poi realizzarli, quasi il 60% indica come ostacolo principale la mancanza di competenze adeguate in azienda, non il costo della tecnologia. Fonte: ISTAT, “Imprese e ICT”, anno 2025, pubblicato il 15 dicembre 2025, ripreso da Vendite B2B.

Cosa significa

Per una PMI manifatturiera familiare, il dato sulle competenze è più rilevante di quello sulla tecnologia: la barriera reale non è l’investimento in strumenti, spesso accessibili anche a budget contenuti, ma la mancanza di persone in grado di usarli in modo utile al business. Questo significa che un progetto AI avviato senza formazione interna rischia di restare inutilizzato, indipendentemente dalla qualità dello strumento scelto.

Conclusioni

Prima di scegliere quale strumento di intelligenza artificiale adottare, ha più senso individuare chi in azienda avrà il tempo e il mandato per imparare a usarlo davvero, anche una sola persona per funzione, e partire da lì.

Redazione Industria Lombarda News

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