Categoria: Economia e industria in Lombardia    Data di pubblicazione: 11 agosto 2026

In sintesi

La manifattura bresciana chiude il secondo trimestre 2026 con una crescita della produzione del 2,1% rispetto allo stesso periodo del 2025. Il dato è positivo, ma la ripresa del costo delle materie prime e le tensioni geopolitiche internazionali pesano sulle prospettive future. Crescono soprattutto le grandi imprese, mentre le micro e piccole mostrano andamenti più cauti.

I fatti

Secondo l’indagine congiunturale del Centro Studi di Confindustria Brescia relativa al secondo trimestre 2026 (aprile-giugno), la produzione industriale della provincia è aumentata del 2,1% rispetto allo stesso trimestre del 2025. Il 42% delle imprese intervistate ha dichiarato un aumento del volume di attività, il 34% ha registrato stabilità e il 24% ha segnalato una contrazione.

La crescita è risultata particolarmente marcata per le grandi imprese (+3,6%), mentre le micro, piccole e medie imprese mostrano un incremento più contenuto. I settori più dinamici nel periodo sono stati: Legno e minerali non metalliferi (+5,8%), Metallurgia (+3,5%) e Sistema Moda (+2,4%).

Sul fronte delle criticità, le materie prime e i semilavorati industriali hanno registrato un aumento medio del 5,1% rispetto al trimestre precedente, elemento che comprime i margini di molte aziende. Le tensioni geopolitiche — in particolare quelle legate ai corridoi commerciali internazionali — continuano a generare volatilità nei prezzi degli approvvigionamenti.

Sul dato lombardo più ampio, la produzione industriale regionale è cresciuta dello 0,5% rispetto al trimestre precedente, con un incremento annuo del 2,4% per l’industria e del 2% per il settore artigiano.

Fonte: bsnews.it, “Brescia, l’industria continua a crescere: produzione in aumento del 2,1%, ma pesano rincari delle materie prime”, 1 agosto 2026.

Cosa significa

Per un’azienda manifatturiera B2B lombarda con 50-300 dipendenti, questo scenario presenta un quadro a doppia velocità: chi ha saputo strutturare una rete di approvvigionamento diversificata e contratti pluriennali con i fornitori è avvantaggiato rispetto a chi dipende ancora da acquisti spot. Il rincaro del 5,1% delle materie prime non è un dato neutro: su un fatturato di 30-50 milioni, può valere diversi punti di margine. Il momento suggerisce di rivedere le politiche di acquisto e di valutare contratti quadro con i fornitori strategici. Sul lato commerciale, la crescita di ordini e fatturato (+2,1% medio) indica che la domanda c’è: la sfida è difendere i margini trasferendo almeno parte dei rincari al prezzo di vendita senza perdere competitività.

Conclusioni

La manifattura lombarda cresce, ma la partita si gioca sempre più sulla gestione dei costi di acquisto e sulla capacità di comunicare il valore al mercato — non solo sul prodotto. Chi non ha ancora una strategia commerciale strutturata rischia di subire passivamente i margini che il mercato delle materie prime sta comprimendo.

Redazione Industria Lombarda News

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