Categoria: Economia e industria in Lombardia Data di pubblicazione: 22 agosto 2026
In sintesi
La manifattura lombarda chiude il secondo trimestre 2026 con una crescita della produzione del 2,1% rispetto allo stesso periodo del 2025. Il risultato è positivo, ma l’aumento dei costi delle materie prime — +3,7% nell’industria — rischia di comprimere i margini operativi delle aziende di medie dimensioni.
I fatti
Secondo i dati elaborati da Assolombarda e ripresi da Gazzetta della Lombardia, il sistema manifatturiero regionale conferma la sua tenuta, con una crescita del fatturato ancora in territorio positivo. Le province di Bergamo e Brescia rimangono i principali driver produttivi della Lombardia, sebbene il ritmo di espansione risulti più contenuto rispetto agli anni del rimbalzo post-pandemico.
I settori che trainano la crescita nel trimestre sono il legno e i materiali non metallici (+5,8%), la metallurgia (+3,5%) e il comparto moda (+2,4%). In parallelo, però, le imprese segnalano un aumento significativo dei costi di approvvigionamento: +3,7% nell’industria e +6,1% nell’artigianato rispetto al trimestre precedente, livelli non registrati dall’inizio del 2023.
Le prospettive per il secondo semestre restano caute. Il PIL lombardo è previsto a +0,7% per l’intero 2026, con un’occupazione che cresce a ritmi contenuti. Il quadro macro indica una fase di normalizzazione dopo anni di forte rimbalzo, con differenze marcate tra settori e tra imprese di diverse dimensioni. Le aziende con strutture di costo più rigide e senza contratti pluriennali sulle forniture rischiano di subire la pressione sui margini più delle imprese con supply chain consolidate.
Fonte: Gazzetta della Lombardia, “Manifattura lombarda, produzione e fatturato ancora in crescita”, agosto 2026; Assolombarda, Booklet Economia – Previsioni 2026.
Cosa significa
Per un’azienda manifatturiera B2B con 50-300 dipendenti in Lombardia, questo scenario richiede due mosse precise. La prima è una revisione dei listini e delle condizioni contrattuali con i clienti: trasferire almeno in parte il rialzo delle materie prime è necessario per difendere l’EBITDA. La seconda è una verifica dei contratti di fornitura, privilegiando accordi con copertura minima semestrale sui componenti strategici. Le imprese che hanno già strutturato strumenti di hedging sulle materie prime o contratti a lungo termine con i fornitori chiave sono in posizione più solida rispetto a quelle che acquistano sul mercato spot.
Conclusioni
La Lombardia cresce ancora, ma il ciclo favorevole non protegge automaticamente i margini. Chi vuole trasformare la crescita del fatturato in crescita dell’utile deve agire oggi sulle leve di costo e sulle politiche di prezzo verso i clienti.
Redazione Industria Lombarda News