Categoria: Economia e industria in Lombardia    Data di pubblicazione: 24 agosto 2026

In sintesi

Nel secondo trimestre 2026, la manifattura lombarda conferma la ripresa: Bergamo segna +2% nella produzione industriale e +3,1% nell’artigianato, Brescia +2,1%. La nota critica è il ritorno dei rincari sulle materie prime, con incrementi che non si registravano dall’inizio del 2023.

I fatti

I dati del secondo trimestre 2026 fotografano un sistema manifatturiero lombardo ancora in espansione, ma con crescenti tensioni sui costi. A Bergamo, la produzione industriale cresce del 2% rispetto allo stesso periodo del 2025, con ordini in aumento dell’1,8% sia sul mercato interno sia su quello estero. Il fatturato segue la stessa direzione, sostenuto da una domanda che si mantiene solida. Nell’artigianato manifatturiero bergamasco la crescita è ancora più marcata, con un +3,1% che testimonia la vivacità del tessuto di piccole imprese locali. A Brescia, i dati confermano la tendenza: produzione in crescita del 2,1%, con una produzione assicurata dagli ordini già acquisiti pari a 74 giorni di lavoro, un indicatore di solidità del portafoglio ordini. Il 42% delle imprese bresciane ha dichiarato un aumento dell’attività produttiva rispetto al primo trimestre, contro il 34% stabile e il 24% in flessione. L’occupazione nel comparto industriale registra un saldo positivo tra ingressi e uscite (+0,4%), segnale di un mercato del lavoro ancora in espansione. L’elemento che desta preoccupazione riguarda i prezzi delle materie prime: nell’industria bergamasca crescono del 3,7% rispetto al trimestre precedente, mentre nell’artigianato l’incremento sale al 6,1%, livelli che non si registravano dall’inizio del 2023. Fonte: BsNews.it, “Brescia, l’industria continua a crescere: produzione in aumento del 2,1%, ma pesano rincari delle materie prime”, 1 agosto 2026; BergamoNews, “La manifattura bergamasca consolida la crescita, persistono tensioni sul fronte dei costi”, 6 agosto 2026.

Cosa significa

Per un’azienda manifatturiera B2B lombarda con 50-300 dipendenti, la crescita della produzione è una buona notizia, ma il ritorno dei rincari sulle materie prime riapre il problema della marginalità. Chi aveva strutturato i contratti pluriennali con i clienti senza clausole di revisione prezzi si trova oggi a riassorbire internamente i maggiori costi. È il momento di rivedere le condizioni contrattuali con i clienti abituali e di rafforzare la diversificazione dei fornitori. La solidità del portafoglio ordini (74 giorni a Brescia) suggerisce che la domanda tiene, ma la partita si giocherà sulla capacità di trasferire i costi aggiuntivi senza perdere competitività.

Conclusioni

Il secondo trimestre 2026 conferma la tenuta della manifattura lombarda. La priorità per le aziende è ora intervenire sulla struttura dei contratti di fornitura per proteggersi dalla volatilità delle materie prime prima che i margini si comprimano ulteriormente.

Redazione Industria Lombarda News

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