Categoria: Trasformazione digitale e Industria 4.0 Data di pubblicazione: 31 agosto 2026
In sintesi
La Legge di Bilancio 2026 rilancia gli incentivi alla doppia transizione digitale e sostenibile, ma la maggioranza delle PMI manifatturiere è ancora lontana dall’adozione di tecnologie 4.0.
I fatti
Il Piano Transizione 5.0 previsto dalla Legge di Bilancio 2026 sostiene la doppia transizione digitale e sostenibile attraverso l’iperammortamento, con una quota dedicata alla formazione e un tetto di 300.000 euro per progetto. Nonostante gli strumenti, solo il 19% delle PMI utilizza già soluzioni avanzate o tecnologie 4.0, mentre il 61% ha avviato collaborazioni per progetti di innovazione. Il principale ostacolo non è economico: il 37% delle PMI italiane indica la mancanza di cultura aziendale come primo freno alla digitalizzazione. L’Industria 5.0 richiede di riprogettare i processi attorno alle persone, non solo di aggiungere macchine. Fonte: CA Sistemi / Best Tech Partner, “Industria 5.0 e agevolazioni 2026”, 2026.
Cosa significa
Per un’azienda B2B con 50-300 dipendenti gli incentivi ci sono, ma da soli non bastano. Il divario non si colma comprando macchinari, bensì cambiando il modo di lavorare delle persone. La digitalizzazione dei processi commerciali e di comunicazione, spesso trascurata rispetto a quella produttiva, è l’area dove il ritorno è più rapido e misurabile per chi parte da zero.
Conclusioni
Conviene partire da un progetto pilota concreto e misurabile, non dalla tecnologia più avanzata. Digitalizzare la generazione di contatti commerciali è un buon punto di partenza: costa poco, si misura subito e prepara il terreno culturale per le trasformazioni più complesse.
Redazione Industria Lombarda News