Categoria: AI per aziende B2B familiari Data di pubblicazione: 30 settembre 2026
In sintesi
L’adozione dell’intelligenza artificiale nelle imprese italiane sale al 16,4% nel 2025, dal 5% del 2023, ma tra le grandi imprese l’adozione raggiunge già il 53,1%, segnalando un divario ancora ampio con le PMI.
I fatti
L’adozione dell’intelligenza artificiale nelle imprese italiane è cresciuta rapidamente negli ultimi anni: dal 5% del 2023 all’8,2% del 2024, fino al 16,4% del 2025, secondo il report “Imprese e ICT, anno 2025” pubblicato da ISTAT a dicembre 2025 su un campione di imprese con almeno 10 addetti. Il divario dimensionale resta però marcato: tra le imprese con oltre 250 addetti l’adozione raggiunge il 53,1%, mentre tra le PMI la crescita è molto più lenta. Gli ambiti di utilizzo prevalente tra le aziende che hanno adottato l’AI sono marketing e vendite (33,1%), amministrazione (25,7%) e ricerca e sviluppo (20,0%). Quasi il 60% delle imprese che hanno valutato un investimento in AI senza poi realizzarlo indica la mancanza di competenze adeguate come motivo prevalente. Fonte: ISTAT, Imprese e ICT anno 2025, dicembre 2025.
Cosa significa
Per una PMI familiare, il dato conferma che il ritardo sull’AI è un fenomeno strutturale e diffuso, non un’eccezione. Allo stesso tempo, l’area in cui l’adozione è già più matura, marketing e vendite, è spesso quella in cui un’azienda senza competenze interne può ottenere risultati misurabili con un investimento contenuto.
Conclusioni
Un punto di partenza ragionevole è individuare un singolo processo commerciale o di marketing da affidare, in via sperimentale, a uno strumento di intelligenza artificiale, colmando così il principale freno indicato dallo studio: la mancanza di competenze interne.
Redazione Industria Lombarda News