Categoria: Costi energetici, normative e incentivi    Data di pubblicazione: 2 ottobre 2026

In sintesi

Le tensioni geopolitiche nello Stretto di Hormuz hanno fatto risalire in poche settimane le stime sui costi energetici della manifattura bresciana, con un aggravio di 300 milioni di euro rispetto alle previsioni di luglio. Il Centro Studi di Confindustria Brescia stima ora una spesa 2026 per gas ed elettricità pari a 1,752 miliardi di euro, in crescita del 38% sul 2025.

I fatti

Secondo l’elaborazione del Centro Studi di Confindustria Brescia, la spesa energetica complessiva (gas ed elettricità) delle imprese manifatturiere della provincia è salita a 1,752 miliardi di euro per il 2026, contro i 1,464 miliardi stimati appena a luglio: un incremento del 20% in poche settimane, legato alle tensioni nello Stretto di Hormuz che hanno spinto al rialzo i prezzi all’ingrosso. Il prezzo unico nazionale dell’elettricità (PUN) è arrivato questa settimana a 212 euro/MWh, dopo aver oscillato tra 119 e 180 euro/MWh tra maggio e agosto. Rispetto alla spesa 2025, pari a 1,27 miliardi, l’aumento è del 38%; rispetto al biennio pre-pandemia il rincaro complessivo è del 167%. Per i settori a maggiore intensità energetica, come siderurgia e metallurgia, si stimano entro fine anno ulteriori rincari fino al 133% sul gas e all’87% sull’elettricità. Fonte: QuiBrescia, “Energia, stangata da 1,75 miliardi per la manifattura bresciana”, 4 settembre 2026.

Cosa significa

Per un’azienda manifatturiera B2B con 50-300 dipendenti, spesso con processi produttivi energivori (forni, presse, linee di lavorazione dei metalli), un aggravio di questa entità incide direttamente sui margini industriali, in particolare dove i contratti di fornitura restano legati a indici spot. Le imprese lombarde più esposte ai consumi di gas ed elettricità potrebbero dover rivedere i budget energetici già fissati per il 2026 e valutare con attenzione le condizioni dei contratti in scadenza, oltre a considerare interventi di efficientamento energetico e di autoproduzione (fotovoltaico, cogenerazione) per ridurre l’esposizione alla volatilità dei prezzi all’ingrosso.

Conclusioni

Chi guida un’azienda manifatturiera in Lombardia farebbe bene a verificare fin da ora la propria copertura contrattuale sull’energia in vista del 2027 e a monitorare l’andamento del PUN nelle prossime settimane, prima di definire il budget energetico dell’anno prossimo.

Redazione Industria Lombarda News

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