Categoria: AI per aziende B2B familiari    Data di pubblicazione: 3 ottobre 2026

In sintesi

Il mercato italiano dell’intelligenza artificiale ha raggiunto 1,8 miliardi di euro nel 2025, con una crescita del 50% rispetto all’anno precedente. La quota di imprese che utilizza soluzioni di AI è raddoppiata in un anno, ma tra le piccole e medie imprese l’adozione resta molto più lenta rispetto alle grandi aziende. Il tema è stato al centro di un confronto alla Camera dei Deputati lo scorso 25 settembre.

I fatti

Secondo i dati dell’Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano, il mercato italiano dell’AI ha raggiunto 1,8 miliardi di euro nel 2025, in crescita del 50% sull’anno precedente. La quota di imprese con almeno 10 dipendenti che utilizza tecnologie di intelligenza artificiale è salita al 16,4%, raddoppiando rispetto all’8,2% del 2024. Tra le grandi aziende l’adozione supera il 50%, mentre tra le PMI resta significativamente più bassa: uno scarto stimato in circa 37 punti percentuali. Le offerte di lavoro che richiedono competenze in AI sono aumentate del 93% nel 2025. Questi dati sono stati presentati il 25 settembre 2026 in un’audizione alla Camera dei Deputati dedicata a intelligenza artificiale e trasformazione digitale delle imprese, durante la quale è emersa la carenza di competenze e formazione come uno dei principali freni all’adozione da parte delle PMI. Fonte: Teleborsa, “L’AI vale 1,8 miliardi in Italia: al via confronto alla Camera su PMI e competenze”, 25 settembre 2026.

Cosa significa

Per un’azienda manifatturiera B2B lombarda con 50-300 dipendenti, questi numeri descrivono un doppio movimento: da un lato il mercato dell’AI cresce a ritmi molto sostenuti, dall’altro l’adozione resta concentrata soprattutto tra le imprese di grandi dimensioni. Chi lavora come fornitore o subfornitore di gruppi industriali più strutturati rischia quindi di trovarsi progressivamente distanziato, non tanto per mancanza di tecnologie disponibili, quanto per la carenza di competenze interne e di percorsi di formazione dedicati, indicata come ostacolo principale anche a livello nazionale. Non si tratta di un dato specifico sulla Lombardia, ma di una tendenza nazionale che riguarda in modo diretto anche il tessuto manifatturiero lombardo, storicamente composto da imprese di media dimensione a conduzione familiare.

Conclusioni

Prima di valutare investimenti in tecnologie di intelligenza artificiale, può essere utile mappare le competenze già presenti in azienda e individuare un solo processo pilota, circoscritto e misurabile, su cui avviare una prima sperimentazione formativa e operativa.

Redazione Industria Lombarda News

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