Categoria: AI per aziende B2B familiari    Data di pubblicazione: 12 agosto 2026

In sintesi

Tra le grandi imprese italiane, il 71% ha già avviato programmi strutturati di intelligenza artificiale. Tra le PMI la percentuale è dell’8%. Questo divario, fotografato da Assolombarda nel 2026, non dipende principalmente da costi o tecnologia: dipende da competenze, governance e visione strategica. Ed è proprio nelle aziende familiari di seconda e terza generazione che si concentra il potenziale di recupero più alto.

I fatti

I dati pubblicati da Assolombarda nel 2026 descrivono un divario nell’adozione dell’AI che va ben oltre quello che ci si aspetterebbe tra grande e piccola impresa. Il 71% delle grandi imprese ha avviato programmi strutturati, contro appena l’8% delle PMI — un rapporto di quasi 9 a 1. In un contesto in cui le applicazioni AI per la manifattura sono ormai mature e accessibili, il gap è principalmente culturale e organizzativo.

A livello nazionale, l’ecosistema AI italiano ha raggiunto nel 2026 i 4,1 miliardi di euro di ricavi totali, con una concentrazione geografica in Piemonte, Lombardia e Toscana e 22.740 addetti specializzati. Il mercato esiste, le competenze ci sono — ma la domanda da parte delle PMI manifatturiere è ancora limitata.

Le ragioni principali dell’adozione lenta, identificate dai ricercatori del Sole 24 Ore, sono le limitate competenze digitali interne, la difficoltà di identificare casi d’uso concreti nel proprio processo produttivo, e la mancanza di una governance chiara per la gestione dei dati aziendali — prerequisito indispensabile per qualsiasi applicazione AI.

Eppure il potenziale è enorme, soprattutto per le aziende familiari di nuova generazione. Come rilevato da un’analisi de Il Sole 24 Ore, l’AI generativa offre ai giovani imprenditori che stanno prendendo in mano le aziende familiari la possibilità di reinventare processi produttivi consolidati: dalla gestione degli ordini alla qualità, dalla logistica alla relazione con i clienti. Non si tratta di sostituire il know-how familiare, ma di amplificarlo.

Fonte: Industria Italiana, “L’allarme di Assolombarda: solo l’8% delle PMI ha avviato progetti di AI contro il 71% delle grandi imprese”, 2026; Il Sole 24 Ore, “Cosa rimane di umano nel passaggio generazionale di un’azienda nell’età dell’intelligenza artificiale”.

Cosa significa

Per un CEO di seconda o terza generazione di un’azienda manifatturiera B2B, il messaggio pratico è questo: non serve partire da un grande progetto di trasformazione digitale. Basta identificare un processo ripetitivo e ad alta incidenza sui costi — controllo qualità, gestione resi, pianificazione della produzione — e verificare se esiste un’applicazione AI già testata in contesti simili.

La barriera all’ingresso è scesa drasticamente: molte soluzioni AI per la manifattura sono oggi disponibili come servizi in abbonamento (SaaS), senza bisogno di infrastrutture proprie o team di sviluppo interno. L’ecosistema forgIA di Assolombarda e Politecnico è pensato proprio per guidare le PMI in questa valutazione.

Conclusioni

Il gap tra grandi imprese e PMI nell’adozione dell’AI non è una condanna permanente: è una finestra di opportunità. Chi inizia ora, anche con un progetto pilota limitato, acquisisce un vantaggio di apprendimento che sarà difficile da colmare per chi aspetta ancora un anno o due. Nel manifatturiero, dove i margini si giocano sull’efficienza operativa, questo vantaggio diventa vantaggio competitivo diretto.

— Redazione Industria Lombarda News

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