Categoria: Costi energetici, normative e incentivi Data di pubblicazione: 19 agosto 2026
In sintesi
Regione Lombardia ha aperto due strumenti di incentivo per ridurre i costi energetici delle PMI manifatturiere: un bando a fondo perduto del 50% sugli investimenti in efficienza energetica (fino a 50.000 euro), esteso anche alle piccole imprese, e il Bando Impresa Sostenibile 2026 che arriva al 70% per le imprese di Milano, Monza Brianza e Lodi. Con l’energia che resta la voce di costo più critica per il manifatturiero, questi strumenti meritano attenzione immediata.
I fatti
Assolombarda segnala che Regione Lombardia ha incluso anche le PMI nel bando per contributi a fondo perduto destinato all’efficienza energetica delle imprese manifatturiere. L’agevolazione copre il 50% delle spese ammissibili, con un massimo di 50.000 euro e una soglia minima di spesa di 15.000 euro. Possono accedere le micro, piccole e medie imprese del settore manifatturiero con codice ATECO sezione C iscritte al Registro Imprese.
Parallelamente, il Bando Impresa Sostenibile 2026 — dedicato alle imprese di Milano, Monza Brianza e Lodi — prevede contributi a fondo perduto fino al 70% per investimenti in efficienza energetica e per le certificazioni ISO 50001. Le domande sono state aperte dal 3 giugno 2026 ed è opportuno verificare rapidamente lo stato delle risorse disponibili.
Sul fronte normativo, il governo ha introdotto misure per ridurre gli oneri generali di sistema sulle bollette delle PMI per il biennio 2026-2027, con una revisione del meccanismo agevolativo Conto Energia e modifiche al timing di versamento degli oneri da parte dei distributori. Viene anche riformulata la definizione di “impresa energivora”: non più legata alla quantità di energia consumata, ma all’incidenza del costo energetico sul fatturato — un cambiamento rilevante per molte PMI manifatturiere che consumano molto ma hanno fatturati contenuti.
I dati Assolombarda confermano che il prezzo dell’energia rimane molto elevato rispetto ai competitor europei, in particolare rispetto alla Germania, e continua a rappresentare uno dei principali fattori di svantaggio competitivo per la manifattura italiana. Le aziende energivore — metallurgia, fonderie, ceramica, vetro, carta — sono quelle che sentono maggiormente questa pressione.
Sono anche disponibili incentivi per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili per le PMI, con uno sportello recentemente riaperto. L’autoproduzione tramite impianti fotovoltaici industriali è oggi una delle soluzioni più rapide per ridurre la dipendenza dalla rete e abbassare il costo medio dell’energia in modo strutturale.
Fonte: Assolombarda, “Regione Lombardia: ricomprese anche le PMI nel bando per contributi a fondo perduto per l’efficienza energetica delle imprese manifatturiere”, 2026; Assolombarda, “Bando Impresa sostenibile 2026 per MPMI”, 2026.
Cosa significa
Per un’azienda manifatturiera B2B con 50-300 dipendenti, un contributo a fondo perduto del 50% su un investimento da 30.000 euro significa recuperare 15.000 euro in cash, oltre ai risparmi energetici strutturali che quell’investimento genera anno dopo anno. Il ritorno sull’investimento, già positivo senza incentivi, diventa estremamente favorevole con il contributo regionale.
Chi non ha ancora fatto un audit energetico della propria impresa non sa quanti soldi sta lasciando sul tavolo ogni mese. Spesso le opportunità di risparmio più significative sono nei sistemi di illuminazione industriale, compressori, motori elettrici e isolamento termico degli edifici produttivi.
Conclusioni
I bandi regionali sull’efficienza energetica hanno finestre temporali e risorse limitate: la prima mossa è verificare oggi lo stato dei fondi disponibili e capire se la propria azienda rientra nei requisiti. Un investimento in efficienza energetica fatto con il 50% a fondo perduto è uno dei ritorni più certi disponibili oggi per una PMI manifatturiera lombarda.
Redazione Industria Lombarda News