Categoria: Economia e industria in Lombardia Data di pubblicazione: 18 agosto 2026
In sintesi
La manifattura bresciana cresce del 2,1% nel secondo trimestre 2026, confermando la tenuta del tessuto industriale lombardo. Tuttavia, la ripresa dei prezzi delle materie prime — che non si registrava con questa intensità dal primo trimestre 2023 — riporta pressione sui costi e sulle prospettive a breve termine delle PMI.
I fatti
Secondo i dati diffusi a inizio agosto 2026, la produzione industriale bresciana ha segnato un incremento del 2,1% rispetto allo stesso periodo del 2025, risultato positivo in un contesto di tensioni geopolitiche internazionali ancora irrisolte. A livello regionale, nel primo trimestre 2026 la produzione in Lombardia è cresciuta dello 0,5% rispetto al trimestre precedente, mentre il fatturato ha segnato un +0,6% e gli ordini interni un +1,3%.
I comparti più dinamici sono stati: Legno e minerali non metalliferi (+5,8%), Metallurgia (+3,5%) e Sistema moda (+2,4%). Sul fronte delle previsioni, Assolombarda stima un PIL lombardo al +0,7% per l’intero 2026, sostenuto da una tenuta dell’industria più robusta delle attese nel primo semestre.
Il dato che preoccupa di più gli imprenditori è la ripresa dei costi produttivi: i prezzi delle materie prime sono aumentati del 3,7% nell’industria e del 6,1% nell’artigianato rispetto al trimestre precedente. Si tratta dell’aumento più marcato degli ultimi tre anni, che comprime i margini proprio nel momento in cui i fatturati sembravano tornare a salire con regolarità.
Fonte: bsnews.it, “Brescia, l’industria continua a crescere: produzione in aumento del 2,1%, ma pesano rincari delle materie prime”, agosto 2026; Assolombarda, Booklet Economia – Previsioni, luglio 2026.
Cosa significa
Per un’azienda manifatturiera con 50-300 dipendenti in Lombardia, questo scenario rappresenta una duplice sfida: mantenere la competitività commerciale mentre i costi di produzione tornano a salire. Le imprese che negli ultimi due anni non hanno rinegoziato i contratti di fornitura o non hanno avviato processi di efficientamento dei consumi si trovano ora più esposte. Chi invece ha investito in automazione o in ottimizzazione degli acquisti ha margini di manovra maggiori per assorbire la pressione sui prezzi senza intaccare la relazione con i clienti.
Conclusioni
La crescita c’è, ma la finestra per consolidarla è stretta. Vale la pena fare ora una revisione della struttura dei costi variabili, prima che la pressione delle materie prime si scarichi sui preventivi della prossima stagione commerciale.
Redazione Industria Lombarda News