Categoria: Costi energetici, normative e incentivi    Data di pubblicazione: 28 agosto 2026

In sintesi

Due strumenti principali caratterizzano il 2026 per le imprese manifatturiere sul fronte degli incentivi: l’iperammortamento Transizione 5.0, attivo fino al 2028 con aliquote fino al 180% per investimenti in beni digitali ed energetici, e il Decreto Legge Energia, che ha stanziato 1,4 miliardi di euro per ridurre i costi energetici delle imprese non domestiche. Il contesto rimane critico: il prezzo dell’energia è ancora molto elevato e i costi delle materie prime continuano a salire.

I fatti

Il quadro degli incentivi per il 2026 è più articolato rispetto al passato, con una logica che lega sempre più gli investimenti in beni digitali alla riduzione dei consumi energetici. L’iperammortamento Transizione 5.0 è applicabile agli investimenti in macchinari industriali digitali e interconnessi — e nei software correlati — effettuati dal primo gennaio 2026 al 30 settembre 2028. Le aliquote variano in base all’entità dell’investimento: 180% di maggiorazione per progetti fino a 2,5 milioni di euro, 100% tra 2,5 e 10 milioni, 50% tra 10 e 20 milioni.

Una novità rilevante rispetto al passato è l’estensione dell’accesso alle aziende energivore, che in precedenza erano escluse da alcune forme di incentivo. Questo apre possibilità concrete a molte imprese manifatturiere ad alto consumo energetico che finora non avevano potuto beneficiare delle agevolazioni più vantaggiose.

Sul fronte del caro energia, il Governo ha varato il DL Energia con uno stanziamento complessivo di 1,4 miliardi di euro. Di questi, 600 milioni sono destinati alla compensazione dei costi indiretti ETS per settori ad alta intensità energetica (acciaio, metalli non ferrosi, chimica, carta, raffinazione), con una riduzione stimata di circa 20 euro per MWh. Altri 800 milioni vanno alle agevolazioni per la fornitura di energia elettrica ai clienti non domestici in bassa tensione con potenza superiore a 16,5 kW, con azzeramento della componente ASOS per un semestre.

Il quadro di contesto rimane comunque sotto pressione: le previsioni Assolombarda segnalano che il prezzo dell’energia rimane molto elevato e che la volatilità delle materie prime indica ancora incertezza. Gli investimenti in autoproduzione energetica, storage e contratti di fornitura a lungo termine (PPA – Power Purchase Agreement) stanno diventando leve strategiche per le imprese che vogliono stabilizzare i propri costi di produzione.

Fonte: Industria Italiana, “Iperammortamento 2026: nuove aliquote e vecchie incertezze”, 2026; Assolombarda – DL Bollette, comunicato agosto 2026.

Cosa significa

Per un’azienda manifatturiera lombarda con 50-300 dipendenti, il combinato disposto di Transizione 5.0 e DL Energia crea un’opportunità concreta per ridurre i costi operativi investendo al tempo stesso in tecnologia. Un macchinario digitale che riduce i consumi energetici può beneficiare contemporaneamente dell’iperammortamento e delle agevolazioni sulla bolletta, abbassando significativamente il costo netto dell’investimento.

Il rischio principale è la complessità amministrativa: accedere correttamente agli incentivi richiede documentazione tecnica specifica, spesso affidata a consulenti specializzati. Le aziende che non hanno un referente interno o esterno su questi temi tendono a non accedere ai benefici disponibili, lasciando di fatto risorse sul tavolo.

Conclusioni

Il binomio investimento digitale più efficienza energetica è la logica vincente del 2026: chi riesce a combinare i due obiettivi accede agli incentivi massimi e costruisce al tempo stesso un vantaggio competitivo duraturo sui costi di produzione. Vale la pena analizzare con un consulente quali investimenti in programma possono essere strutturati per accedere a Transizione 5.0.

Redazione Industria Lombarda News

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