Categoria: Passaggio generazionale e imprese familiari Data di pubblicazione: 03/09/2026
In sintesi
Il passaggio generazionale resta il punto debole delle imprese familiari italiane. I dati parlano chiaro: la maggior parte delle aziende non sopravvive al cambio di guida. La riforma 2025 del patto di famiglia offre però nuovi strumenti.
I fatti
Secondo i dati Unioncamere oltre 600.000 aziende familiari affronteranno nei prossimi anni il trasferimento ai figli, ma solo una su tre supera il passaggio dalla prima alla seconda generazione e appena il 13% arriva alla terza. Le cause principali di insuccesso sono la mancanza di pianificazione, i conflitti familiari e il peso delle imposte di successione. La riforma del 2025 ha ridotto le incertezze fiscali sul patto di famiglia, estendendolo a holding e immobiliari e rendendolo più coerente con le strutture patrimoniali evolute. Nel marzo 2026 Censis e Fondazione Costruiamo il Futuro hanno pubblicato un quaderno di ricerca dedicato al passaggio generazionale nelle imprese della Brianza. Fonte: Unioncamere e Diritto Bancario, 2026.
Cosa significa
Per un CEO di seconda o terza generazione il dato non è statistica astratta: è la probabilità che il lavoro del fondatore prosegua o si disperda. Il rischio maggiore non è fiscale ma organizzativo. Quando l’azienda dipende ancora dalla reputazione personale del fondatore e non da processi trasferibili, il ricambio al vertice mette a nudo la fragilità della struttura commerciale.
Conclusioni
Pianificare il passaggio con anni di anticipo, e non all’ultimo momento, è la differenza tra continuità e crisi. Un primo passo concreto è rendere l’azienda meno dipendente dalle relazioni personali del fondatore, costruendo un posizionamento e una generazione di contatti che appartengano all’impresa, non alla singola persona.
Redazione Industria Lombarda News