Categoria: Trasformazione digitale e Industria 4.0 Data di pubblicazione: 16 settembre 2026
In sintesi
Il Governo valuta di unificare i crediti d’imposta di Transizione 4.0 e 5.0 in un unico incentivo strutturale nella Manovra 2026. La spinta nasce dallo scarso utilizzo del piano 5.0, giudicato troppo complesso. I dettagli non sono ancora ufficiali.
I fatti
Secondo quanto riportato da PMI.it, il Governo starebbe lavorando a un’unica misura che accorpi i due crediti d’imposta oggi separati, Transizione 4.0 per la digitalizzazione e Transizione 5.0 per la sostenibilità. Il ministro Adolfo Urso ha parlato di uno “strumento nuovo” finanziato con risorse nazionali in modo strutturale e continuativo. La revisione nasce dal limitato utilizzo del piano 5.0, penalizzato dalla complessità burocratica, dai requisiti di certificazione e dal vincolo DNSH che di fatto escludeva settori energivori come ceramica, siderurgia e chimica. Il nuovo schema dovrebbe prevedere un credito base per l’acquisto di macchinari digitali interconnessi, con maggiorazioni per gli investimenti che generano risparmi energetici. Aliquote, plafond e tempistiche non sono ancora stati comunicati. Fonte: PMI.it, “Transizione 5.0 e Industria 4.0: incentivo unico in Manovra 2026”.
Cosa significa
Per un’azienda manifatturiera familiare la semplificazione sarebbe una buona notizia: meno adempimenti e maggiore automatismo nel credito d’imposta significano più probabilità di sfruttare davvero l’agevolazione. Chi negli ultimi anni ha rinunciato al 5.0 per la complessità potrebbe trovare uno strumento più accessibile. Attenzione però a non anticipare gli investimenti prima che le regole siano definite: si rischierebbe di non rientrare nei nuovi requisiti.
Conclusioni
Conviene tenere pronta una lista di investimenti in beni 4.0 e in efficienza energetica, ma attendere il testo definitivo della Manovra prima di firmare gli ordini. Un dialogo anticipato con il proprio consulente evita scelte affrettate.
Redazione Industria Lombarda News