Categoria: Passaggio generazionale e imprese familiari Data di pubblicazione: 22 settembre 2026
In sintesi
Il passaggio generazionale riguarderà a breve una quota rilevante di imprese familiari, ma la preparazione resta bassa: solo l’11% ha un piano formalizzato. Un dato che pesa soprattutto per le aziende che vivono ancora sulla reputazione del fondatore.
I fatti
Un’indagine dell’Osservatorio Confcommercio Bergamo, condotta da Format Research su 700 imprese del terziario, fotografa un tema che tocca da vicino anche il manifatturiero familiare. Il 38% delle imprese affronterà il ricambio nei prossimi 5-10 anni, ma il 61,7% non lo considera ancora una priorità. Solo l’11% ha un piano formalizzato, mentre il 40,7% ha avviato processi di pianificazione. La successione familiare resta l’opzione prevalente (35%). Tra i timori più diffusi ci sono la mancanza di competenze manageriali nella generazione entrante (44,5%) e il rischio di conflitti familiari (27,8%); l’81% considera il passaggio un processo complesso. Fonte: BergamoNews, Osservatorio Confcommercio Bergamo, 30 maggio 2026.
Cosa significa
Per una PMI manifatturiera di seconda o terza generazione, il dato dell’11% è un campanello d’allarme. L’azienda che continua a lavorare grazie alla reputazione storica del fondatore rischia di arrivare al ricambio senza una struttura commerciale e manageriale autonoma. Il passaggio, del resto, non è solo un atto notarile: è un processo organizzativo e relazionale che richiede anni.
Conclusioni
Pianificare per tempo riduce il rischio di dispersione del valore. Spunto operativo: iniziare a distinguere ciò che dipende dalle persone, come relazioni e reputazione del fondatore, da ciò che può diventare processo aziendale replicabile, così che il valore non se ne vada con il cambio di generazione.
Redazione Industria Lombarda News