Categoria: AI per aziende B2B familiari Data di pubblicazione: 9 agosto 2026
In sintesi
SPS Italia 2026 ha segnato un record di presenze con 37.528 visitatori e 720 espositori, con robotica e intelligenza artificiale protagoniste assolute. Il dato più significativo: il 49% delle imprese manifatturiere dichiara già un valore misurabile dall’adozione dell’AI. Il problema è che questo risultato riguarda prevalentemente le aziende medio-grandi, mentre le PMI faticano a tradurre l’AI in applicazioni concrete.
I fatti
L’edizione 2026 di SPS Italia — la principale fiera italiana per l’automazione industriale — ha chiuso con una crescita significativa: 37.528 presenze e 720 espositori, con robotica, intelligenza artificiale e smart manufacturing come temi dominanti. È la conferma che il manifatturiero italiano sta investendo sull’innovazione. Secondo le rilevazioni dell’Osservatorio di Industria Italiana, il 49% delle imprese manifatturiere dichiara di generare già valore misurabile dall’intelligenza artificiale per il proprio business. Le aree di investimento prioritarie sono il controllo qualità predittivo basato su AI e machine learning (52% delle imprese), l’analisi avanzata dei dati per ridurre il time-to-market e i fermi macchina (40%) e l’AI generativa applicata alla progettazione e alla personalizzazione dei prodotti (38%). Sul fronte delle applicazioni concrete, Politecnico di Milano segnala che nelle aziende manifatturiere più avanzate l’AI è già operativa nei sistemi di machine vision per il riconoscimento di utensili e componenti, nella programmazione CAM assistita, e nei sistemi di manutenzione predittiva. Il divario è però netto: secondo Il Sole 24 Ore, il 68% dei CEO italiani non ha ancora integrato l’AI nella propria strategia aziendale, e il 78% non rileva ancora benefici concreti su costi e ricavi. La principale barriera segnalata è la carenza di competenze digitali interne, che nelle PMI è particolarmente acuta. Fonte: Industria Italiana, “SPS Italia 2026 chiude in crescita: 37.528 presenze e 720 espositori”, luglio 2026; Il Sole 24 Ore, “Intelligenza artificiale nelle PMI italiane, la sfida delle competenze”; Industria Italiana, “Annoni, Polimi: nella manifattura l’AI non è più ricerca, è già applicazione industriale”.
Cosa significa
Per il CEO di una PMI manifatturiera lombarda, il messaggio è chiaro: l’AI non è più un tema del futuro, è già applicata dai competitor più avanzati su attività molto concrete come il controllo qualità e la manutenzione predittiva. Non è necessario partire da grandi investimenti: molti ERP e software di gestione della produzione già integrano funzionalità AI che possono essere attivate senza un team di data scientist. Il punto di partenza è capire dove l’AI può ridurre sprechi o difetti nel proprio processo produttivo specifico — e iniziare da lì.
Conclusioni
Le imprese manifatturiere che attendono la “maturità” dell’AI per iniziare a sperimentarla rischiano di trovarsi in ritardo di anni rispetto ai competitor. Il consiglio pratico: identificare un processo critico, misurarlo, e valutare con un partner tecnologico se esiste già una soluzione AI applicabile.
Redazione Industria Lombarda News