Categoria: Costi energetici, normative e incentivi    Data di pubblicazione: 9 agosto 2026

In sintesi

Il 2026 è l’anno in cui l’impatto normativo europeo sul costo dell’energia diventa pienamente operativo per le PMI manifatturiere italiane: il sistema ETS continua a penalizzare i settori energivori, e quest’anno entra in vigore anche il CBAM, il meccanismo che applica un costo al carbonio incorporato nelle importazioni. Per le imprese che comprano materiali dall’estero, si apre un nuovo fronte di costo da monitorare.

I fatti

L’Italia ha un problema strutturale di competitività energetica: il costo di approvvigionamento dell’energia è tra i più alti d’Europa, e per le imprese manifatturiere — specialmente le energivore — il tema non è congiunturale ma sistemico. Il sistema ETS (Emission Trading System) impone alle imprese di acquistare certificati di emissione per ogni tonnellata di CO₂ prodotta. Per settori come il vetro, il cemento e la ceramica, l’ETS già oggi vale circa il 3% dei costi industriali totali, con ulteriori costi indiretti che si aggiungono alla bolletta elettrica.

Quest’anno entra in vigore il CBAM (Carbon Border Adjustment Mechanism): un meccanismo che applica un costo alle emissioni incorporate nei prodotti importati da Paesi terzi con standard ambientali meno stringenti. L’obiettivo è proteggere le imprese europee dalla concorrenza di produttori esteri che non sostengono gli stessi costi ambientali, ma il meccanismo introduce nuovi adempimenti per le imprese che acquistano acciaio, alluminio, cemento, fertilizzanti o prodotti chimici fuori dall’Unione Europea.

Sul fronte degli incentivi, l’iperammortamento 5.0 prevede aliquote maggiorate per gli investimenti in tecnologie digitali, mentre i contratti PPA (Power Purchase Agreement) e i sistemi di autoproduzione energetica (FV + storage) si confermano come le leve più efficaci per ridurre strutturalmente la bolletta, secondo l’analisi di Bain & Company sul tema energetico nel manifatturiero italiano.

Fonte: ilsole24ore.com, “ETS: how much does mechanism weigh on Italian industry”; industriaitaliana.it, “Energia, la fabbrica si gioca i margini su autoproduzione, storage e contratti evoluti”.

Cosa significa

Per una PMI manifatturiera lombarda con 50-300 dipendenti, il tema energetico nel 2026 si gioca su tre livelli: capire l’esposizione reale al costo dell’energia (incluse le quote ETS se applicabili), verificare se gli approvvigionamenti da Paesi terzi richiedono adempimenti CBAM, e valutare se un investimento in autoproduzione fotovoltaica con storage sia già conveniente rispetto al contratto di fornitura attuale. Chi non ha ancora fatto questa analisi rischia di scoprire l’esposizione quando i costi saranno già a bilancio.

Conclusioni

Il costo dell’energia e il costo del carbonio non sono più temi da delegare al commercialista una volta l’anno: sono variabili competitive. Un’analisi energetica aggiornata è il primo passo per trasformare un costo in leva di efficienza.

— Redazione Industria Lombarda News

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