Categoria: Passaggio generazionale e imprese familiari Data di pubblicazione: 12 settembre 2026
In sintesi
Solo il 30% delle imprese familiari italiane supera il passaggio dalla prima alla seconda generazione e appena il 13% arriva alla terza. La qualità della governance e il ricorso ad advisor esterni fanno la differenza.
I fatti
Secondo i dati Unioncamere, oltre 600.000 aziende familiari affronteranno nei prossimi anni il trasferimento dell’impresa alle nuove generazioni, ma la percentuale di successo resta bassa. L’età media dei leader uscenti si aggira intorno ai 75 anni e i passaggi conclusi oltre i 70 anni mostrano impatti più critici sulle performance economico-finanziarie. L’Osservatorio AUB, analizzando 654 passaggi affiancati da attività di mentoring, evidenzia performance superiori quando l’affiancamento familiare è integrato da competenze manageriali o da advisor esterni. Il tema centrale, sottolineano gli analisti, non è tanto la fiscalità quanto la governance: chi decide, con quali regole e con quale trasparenza. Fonte: Milano Finanza, “Il passaggio generazionale nelle imprese familiari italiane”, 2026.
Cosa significa
Per un’azienda B2B con 50-300 dipendenti guidata da un CEO di seconda o terza generazione, il dato è un avvertimento concreto: la continuità non è garantita dal legame familiare. Preparare per tempo regole di governance chiare, ruoli definiti e un affiancamento manageriale esterno riduce sensibilmente il rischio di dispersione del valore costruito dal fondatore.
Conclusioni
Il passaggio generazionale va progettato con anni di anticipo, non gestito nell’emergenza. Un primo passo utile è mettere per iscritto ruoli e criteri decisionali, anche in forma semplice, prima che diventino oggetto di tensione.
Redazione Industria Lombarda News