Categoria: Trasformazione digitale e Industria 4.0 Data di pubblicazione: 3 ottobre 2026
In sintesi
Dal 1° gennaio 2026 il credito d’imposta Transizione 5.0, attivo nel biennio 2024-2025, ha cessato di esistere come misura autonoma. Al suo posto è stato introdotto un meccanismo di iperammortamento, con maggiorazioni del costo fiscalmente deducibile fino al 180% per gli investimenti in macchinari e tecnologie 4.0.
I fatti
Il nuovo sistema, in vigore per il triennio 2026-2028, sostituisce il credito d’imposta immediato con una deduzione fiscale distribuita nel tempo attraverso la maggiorazione del costo ammortizzabile dei beni agevolati ai fini IRES o IRPEF. Le aliquote sono scaglionate su tre livelli: maggiorazione del 180% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro, del 100% per la quota tra 2,5 e 10 milioni, del 50% per la quota tra 10 e 20 milioni. Rispetto alla vecchia Transizione 5.0, viene eliminato il vincolo di riduzione dei consumi energetici che in precedenza limitava fortemente le richieste ammissibili. I beni agevolabili sono ora definiti dai nuovi Allegati IV e V, che includono macchinari 4.0, tecnologie per la qualità produttiva, infrastrutture digitali e soluzioni di cybersecurity. Fonte: Ayming Institute, “Transizione 5.0: tutti i dettagli del nuovo credito d’imposta”, 27 maggio 2026.
Cosa significa
Per un’azienda manifatturiera lombarda, il cambio di strumento comporta una logica finanziaria diversa: non più liquidità immediata sotto forma di credito compensabile, ma un beneficio fiscale spalmato negli anni attraverso l’ammortamento. Questo richiede una pianificazione fiscale pluriennale più accurata, soprattutto per chi ha investimenti già programmati e deve capire in quale finestra temporale collocarli per massimizzare il vantaggio. L’eliminazione del vincolo energetico è una buona notizia per chi produce in settori dove la riduzione dei consumi non era tecnicamente misurabile con la stessa precisione richiesta in passato, e allarga la platea di investimenti ammissibili.
Conclusioni
Chi ha investimenti in macchinari o digitalizzazione già in programma dovrebbe verificare con il proprio commercialista come cambia la convenienza fiscale rispetto al vecchio credito d’imposta, prima di fissare i tempi di acquisto e messa in funzione dei beni.
Redazione Industria Lombarda News