Categoria: Costi energetici, normative e incentivi Data di pubblicazione: 5 ottobre 2026
In sintesi
I nuovi prezzi all’ingrosso di gas ed elettricità registrati a settembre 2026 comportano, per un’azienda tipo con un consumo di circa 2.000 metri cubi di gas annui, un aumento della spesa energetica complessiva del 54% rispetto al 2025, pari a oltre 570mila euro in più su base annua.
I fatti
Secondo i calcoli diffusi sulla base dei dati Nomisma Energia, il prezzo del gas è salito a 137 centesimi al metro cubo, contro i 106 centesimi di settembre 2025, mentre l’elettricità è passata a 31,93 centesimi per kWh contro i 28,75 centesimi dell’anno precedente. Per un’azienda tipo con consumo di 2.000 metri cubi di gas annui, questo si traduce in un incremento di 559.318 euro sulla componente gas (+65%) e di 12.713 euro sulla componente elettrica (+7%), per un totale di 572.032 euro in più, pari a un aumento complessivo del 54% della spesa energetica annua. Il rincaro riguarda anche le famiglie, con un aumento medio stimato di circa 900 euro annui tra gas, elettricità e carburanti. Fonte: dati Nomisma Energia ripresi da stampa nazionale, agosto-settembre 2026.
Cosa significa
Per una PMI manifatturiera con processi energivori, un aumento di questa portata incide direttamente sul conto economico e, se non gestito, rischia di erodere in pochi mesi margini costruiti in anni. Le imprese che hanno contratti a prezzo variabile subiscono l’impatto in modo immediato, mentre chi ha bloccato i prezzi con contratti a termine ha più tempo per pianificare. Il tema torna a rendere centrale la questione dell’efficienza energetica e dell’autoproduzione, anche attraverso impianti fotovoltaici o accordi di fornitura a lungo termine, come leva di competitività più che come scelta ambientale.
Conclusioni
Con questi livelli di prezzo, rinviare la revisione della propria strategia di approvvigionamento energetico ha un costo diretto e misurabile. Il consiglio operativo è far verificare a un consulente energetico indipendente le condizioni contrattuali in essere e valutare, se non già fatto, la fattibilità di un impianto di autoproduzione.
Redazione Industria Lombarda News