Categoria: Passaggio generazionale e imprese familiari    Data di pubblicazione: 6 settembre 2026

In sintesi

Il ricambio generazionale è tornato a essere un tema urgente per le imprese familiari italiane. I dati mostrano che solo una azienda su tre supera con successo il cambio al vertice.

I fatti

Secondo Unioncamere, oltre 600.000 aziende familiari affronteranno nei prossimi anni il trasferimento dell’impresa alle nuove generazioni, ma solo una su tre sopravvive al passaggio. I dati AUB-ISTAT indicano che il 18% delle imprese italiane dovrebbe cambiare leadership entro cinque anni, mentre solo il 9% lo considera una priorità strategica. L’età media dei capi azienda è salita da 53 anni nel 2007 a 60 nel 2018, segno di una tendenza a posticipare il ricambio. Nel post-pandemia i passaggi al vertice sono accelerati, passando a un ritmo del 6-7% annuo. Fonte: Milano Finanza e Osservatorio AUB, 2026.

Cosa significa

Per l’imprenditore di seconda o terza generazione il dato è uno specchio: l’azienda vive spesso sulla reputazione costruita dal fondatore, ma quel capitale relazionale non si trasferisce da solo. Quando il fondatore esce di scena, i contatti storici si diradano se non sono stati istituzionalizzati. Costruire una reputazione aziendale che non dipenda dal singolo nome è parte integrante di un passaggio generazionale ben riuscito.

Conclusioni

Il ricambio non è solo notarile o fiscale: è anche di posizionamento. Vale la pena chiedersi se la reputazione dell’azienda sia legata a una persona o a un marchio riconoscibile in autonomia.

Redazione Industria Lombarda News

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