Categoria: Passaggio generazionale e imprese familiari Data di pubblicazione: 12 settembre 2026
In sintesi
Il ricambio generazionale resta il nodo critico del capitalismo familiare italiano. Oltre 600mila aziende affronteranno il trasferimento ai figli nei prossimi anni, ma solo una su tre sopravvive al passaggio. Un tema che tocca circa quattro imprese su dieci nel prossimo decennio.
I fatti
I dati Unioncamere indicano che oltre 600mila imprese familiari vivranno a breve la successione, con un tasso di sopravvivenza intorno a una su tre. Secondo le rilevazioni AUB-Istat, il 18% delle aziende italiane dovrebbe cambiare leadership entro cinque anni, ma solo il 9% attribuisce alla successione un’importanza strategica. La XVI edizione dell’Osservatorio AUB, che analizza le 15.836 aziende familiari italiane con fatturato superiore ai 20 milioni, conferma che un passaggio ben pianificato incide positivamente sui risultati economico-finanziari. Eppure, per il 61,7% delle imprese il tema non è ancora all’ordine del giorno. Le aziende familiari rappresentano l’85% del tessuto imprenditoriale nazionale. Fonte: Osservatorio AUB, XVI edizione, e dati Unioncamere, 2026.
Cosa significa
Per un’azienda B2B lombarda guidata da un CEO di seconda o terza generazione, il messaggio è duplice. Da un lato la statistica è severa: la maggior parte delle transizioni non pianificate fallisce. Dall’altro i dati mostrano che chi pianifica per tempo migliora le performance. Il rischio maggiore è il rinvio: trattare la successione come una questione privata e futura, invece che come un progetto d’impresa da avviare anni prima.
Conclusioni
Il passaggio generazionale si prepara mentre l’azienda è forte, non quando la staffetta è imminente. Formalizzare ruoli, deleghe e tempi in un piano scritto è la mossa che distingue chi resta dai due terzi che escono di scena.
Redazione Industria Lombarda News