Categoria: Marketing e vendite B2B Data di pubblicazione: 09/10/2026
In sintesi
Il commercio digitale tra imprese cresce, ma la maggior parte delle aziende industriali e distributive italiane è ancora all’inizio del percorso. Solo il 16% ha un negozio online B2B e appena il 3% usa il digitale in modo strategico.
I fatti
Lo studio «Digital Commerce B2B in Italia» di Casaleggio Associati, basato su interviste condotte tra giugno e agosto 2026 a medie imprese industriali e della distribuzione, stima il valore del B2B digitale in 278 miliardi di euro nel 2024, in crescita del 5% sui 265 miliardi del 2023. La quota digitale degli scambi nelle principali filiere sale dal 19% del 2022 al 22%. L’EDI rappresenta il 64% delle transazioni digitali, le soluzioni web il 32% e i marketplace il 4%. Il 68% delle aziende è in fase esplorativa, il 46% dispone di un CRM e il 21% di un sistema di gestione delle informazioni di prodotto. Tra chi ha un negozio online, il 62% offre listini personalizzati per cliente. Fonte: Agimeg, «Digital Commerce B2B: studio Casaleggio 2026», settembre 2026.
Cosa significa
Per un’azienda manifatturiera lombarda il dato più utile riguarda il CRM: meno di un’impresa su due ha uno strumento strutturato per seguire clienti e trattative. Senza dati ordinati su clienti, prodotti e prezzi, un portale B2B o una strategia di vendita digitale non hanno basi su cui reggersi. Il 62% di listini personalizzati conferma inoltre che il cliente professionale si aspetta online le stesse condizioni negoziate con l’agente.
Conclusioni
Prima di pensare a un e-commerce B2B conviene mettere in ordine anagrafiche, schede prodotto e storico clienti in un CRM: è il prerequisito che serve anche alla rete vendita tradizionale.
Redazione Industria Lombarda News