Categoria: Passaggio generazionale e imprese familiari    Data di pubblicazione: 01/10/2026

In sintesi

Il quarto rapporto Deloitte Private “Family Business Insights”, su circa 1.600 imprese familiari nel mondo, mostra un’Italia in controtendenza: il 76% delle aziende ha ancora un CEO appartenente alla famiglia fondatrice, quota che nelle previsioni degli stessi imprenditori salirà all’83%. Ma solo il 43% ha un piano di successione dettagliato.

I fatti

Secondo il rapporto Deloitte Private, in Italia il 76% delle imprese familiari ha oggi un amministratore delegato che appartiene alla famiglia proprietaria, contro un 24% di manager esterni; guardando al futuro, gli stessi imprenditori si attendono che la quota di CEO familiari salga all’83%. È un dato che va in direzione opposta al trend globale, dove la quota di CEO non familiari è destinata a raddoppiare dal 13% al 26%. Sul fronte della pianificazione, però, solo il 43% delle imprese italiane dispone di un piano di successione dettagliato per la leadership familiare, mentre il 52% ne ha uno per la figura dell’amministratore delegato; il 45% ammette che il piano andrebbe aggiornato. Le principali barriere indicate sono l’incertezza sulla direzione futura dell’azienda, la resistenza ad affidarsi a manager esterni e una preparazione ancora insufficiente della nuova generazione. Fonte: Deloitte Private, “Family Business Succession Planning and the Next Generation”, 10 settembre 2026 (ripreso da Forbes Italia).

Cosa significa

Per un’azienda lombarda guidata da un CEO di seconda o terza generazione, questi dati raccontano una condizione diffusa: la volontà di mantenere la guida in famiglia è forte, ma raramente è accompagnata da un piano scritto e condiviso. Il rischio non è la successione in sé, quanto il momento in cui avviene senza una preparazione strutturata: passaggio di deleghe non chiaro, governance non formalizzata, nuova generazione coinvolta tardi nelle decisioni commerciali e di comunicazione verso il mercato.

Conclusioni

Restare in famiglia alla guida non è un problema, se il passaggio è pianificato. Il primo passo concreto per un imprenditore che si riconosce in questi numeri è mettere per iscritto un piano di successione con tempi, ruoli e responsabilità, prima che la scelta sia dettata dall’urgenza.

Redazione Industria Lombarda News

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