Categoria: Passaggio generazionale e imprese familiari Data di pubblicazione: 3 ottobre 2026
In sintesi
Il Censimento Permanente delle Imprese ISTAT conferma che l’80,9% delle aziende italiane con almeno 3 addetti è controllato da persone fisiche o famiglie, oltre 820mila realtà. Ma la rilevazione Unioncamere-InfoCamere segnala anche un progressivo invecchiamento dei titolari, con oltre 314mila che hanno superato i 70 anni.
I fatti
Secondo il Censimento ISTAT, le imprese a controllo familiare pesano per l’81,2% nella manifattura, l’82,4% nelle costruzioni e l’84,4% nel commercio; la quota complessiva è salita dal 75,2% del 2018 all’80,9% del 2022. La rilevazione Unioncamere-InfoCamere di agosto 2025 evidenzia che i titolari con almeno 70 anni sono 314.824, pari al 10,7% del totale delle imprese individuali, contro l’8,9% di dieci anni prima. Solo il 9,1% delle imprese ha completato un vero passaggio generazionale tra il 2016 e il 2022, e il ricorso a manager esterni resta appannaggio quasi esclusivo delle medie e grandi imprese (rispettivamente 10,4% e 21,3% dei casi). Fonte: Censimento Permanente delle Imprese ISTAT (2023) e rilevazione Unioncamere-InfoCamere, agosto 2025, riprese da Economia B2B.
Cosa significa
Per un’impresa manifatturiera lombarda guidata da una seconda o terza generazione, questi numeri raccontano un fenomeno strutturale: la maggioranza delle aziende familiari non pianifica in anticipo la successione, e chi lo fa ricorre raramente a competenze manageriali esterne. Il rischio non riguarda solo chi deve ancora affrontare il passaggio, ma anche chi lo ha già completato senza aver strutturato nel frattempo governance, deleghe e processi decisionali condivisi.
Conclusioni
Un buon punto di partenza concreto è mettere per iscritto, anche in modo informale, chi decide cosa oggi in azienda e cosa cambierebbe se il fondatore o l’attuale CEO fosse assente per sei mesi. È un esercizio semplice che spesso anticipa i nodi reali del passaggio generazionale.
Redazione Industria Lombarda News