Categoria: Interviste e consulenti esperti B2B    Data di pubblicazione: 5 luglio 2026

In sintesi

Luca Onnis, esperto di Tinexta Innovation Hub, ha analizzato in dettaglio il piano Transizione 5.0 in un’intervista a Industria Italiana. Il piano è diventato più semplice da accedere rispetto alla versione precedente, ma ha perso la spinta sull’efficienza energetica. Ecco cosa devono sapere le PMI manifatturiere.

I fatti

Il piano Transizione 5.0 è uno degli strumenti di politica industriale più rilevanti per le PMI manifatturiere italiane nel biennio 2026-2028. Ma la sua storia è complicata: ritardi attuativi, modifiche normative continue e cambi di aliquote hanno creato confusione tra gli imprenditori, molti dei quali hanno rimandato le decisioni di investimento in attesa di chiarimenti.

Luca Onnis di Tinexta ha spiegato la situazione attuale in modo diretto. Il punto positivo principale è l’allungamento del periodo di validità al 30 settembre 2028: le aziende hanno più tempo per pianificare e completare gli investimenti senza correre. La semplificazione procedurale è l’altra grande novità positiva: non è più richiesta la certificazione ex ante, il che abbassa significativamente il carico burocratico.

I punti critici sono due. Il primo è l’eliminazione della premialità green: la versione originale del piano prevedeva aliquote più alte per gli investimenti che producevano anche risparmio energetico, creando un doppio incentivo. Questa parte è stata eliminata, rendendo il piano meno efficace per chi puntava a ridurre i consumi energetici contestualmente al rinnovo tecnologico. Il secondo punto critico è la clausola Made in UE: i beni agevolabili devono essere prodotti in Europa, il che riduce le opzioni per chi si rifornisce da fornitori asiatici o americani.

Secondo Onnis, la strategia corretta per una PMI è mappare prima gli investimenti pianificati per i prossimi 2 anni, verificare quali di questi rientrano nei parametri dell’iperammortamento (macchinari digitali, software interconnessi), e solo dopo costruire la documentazione necessaria. Non al contrario.

Fonte: Industria Italiana, “Più tempo ma meno spinta sull’efficienza energetica. Così si torna all’iperammortamento. La Transizione 5.0 spiegata da Luca Onnis, Tinexta”, 2026.

Cosa significa

Per un imprenditore manifatturiero lombardo che sta valutando di investire in automazione o digitalizzazione dei processi nel 2026-2027, Transizione 5.0 rimane uno strumento vantaggioso, ma va pianificato con attenzione. La maggiorazione del 180% su 2,5 milioni è reale e significativa: si traduce in un risparmio fiscale concreto, ma solo se l’investimento è strutturato correttamente.

Conclusioni

Il consiglio degli esperti è univoco: non aspettare l’ultimo momento e non farsi guidare solo dall’incentivo. Prima si definisce cosa serve all’azienda, poi si verifica se l’incentivo si applica. Il consulente fiscale e il fornitore di tecnologia devono lavorare in sinergia fin dall’inizio.

Redazione Industria Lombarda News

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