Categoria: Trasformazione digitale e Industria 4.0 Data di pubblicazione: 6 agosto 2026
In sintesi
La Legge di Bilancio 2026 ha sostituito il credito d’imposta di Transizione 5.0 con un nuovo meccanismo di iperammortamento. Ma quattro mesi dopo l’entrata in vigore, manca ancora il decreto attuativo con i chiarimenti tecnici. Il 55% delle imprese manifatturiere giudica insufficienti gli incentivi 2026, e molte aziende hanno congelato le decisioni di investimento.
I fatti
L’industria manifatturiera italiana conta oltre 486mila imprese attive — uno dei settori produttivi più densi d’Europa. Eppure, secondo l’Osservatorio Mecspe-Nomisma, il 55% di queste aziende giudica gli incentivi del 2026 insufficienti rispetto alle esigenze reali di modernizzazione. Il nuovo iperammortamento legato a Transizione 5.0 — introdotto dalla Legge di Bilancio 2026 in sostituzione del vecchio credito d’imposta — si applica agli investimenti in macchinari e software realizzati entro il 31 dicembre 2026, con una coda fino al 30 giugno 2027 per forniture con acconto del 20% pagato entro l’anno. Il meccanismo, però, ha due problemi strutturali. Primo: favorisce le aziende medie e grandi, che possono assorbire costi di compliance e documentazione, penalizzando di fatto le PMI. Secondo: rimane subordinato a una riduzione dei consumi energetici del 3% a livello aziendale (o del 5% sui singoli processi) — un requisito tecnico che molte piccole imprese faticano a dimostrare in assenza del decreto attuativo atteso da mesi. Industria Italiana segnala che il potenziale della norma resta “inespresso” e che le decisioni di investimento di molte aziende sono ferme. Non è la prima volta: già il piano Industria 4.0, introdotto nel 2016, aveva dimostrato come gli incentivi ben strutturati possano spingere gli investimenti. La discontinuità normativa invece li frena. Fonte: Industria Italiana, “Industria manifatturiera: 486mila imprese investono in automazione e digitalizzazione, mentre il 55% giudica insufficienti gli incentivi 2026”, luglio 2026; Industria Italiana, “Disastro Transizione 5.0: incentivi congelati!”, 2026.
Cosa significa
Per un imprenditore manifatturiero lombardo che stava valutando un investimento in nuovi macchinari o software gestionale, il consiglio pratico è di non attendere indefinitamente. Alcune aziende — in particolare quelle già strutturate sul piano documentale — stanno procedendo con gli investimenti anche in assenza del decreto attuativo, raccogliendo la documentazione tecnica necessaria per richiedere il beneficio retroattivamente. Chi invece è fermo in attesa di certezze rischia di perdere l’annualità 2026 senza aver aggiornato nemmeno un processo produttivo.
Conclusioni
Gli incentivi ci sono, ma non funzionano per tutti allo stesso modo: per le PMI, il momento di valutare con un consulente quali investimenti attivare — e come documentarli — è adesso, non quando il decreto attuativo arriverà.
Redazione Industria Lombarda News