Categoria: Interviste e consulenti esperti B2B Data di pubblicazione: 24 giugno 2026
In sintesi
Le mid-cap italiane che hanno aperto il capitale al private equity hanno registrato una crescita del fatturato del 25% in soli due anni, secondo il report di Mediobanca pubblicato nel 2026. Il dato è rilevante per le PMI manifatturiere familiari lombarde che stanno valutando come accelerare la crescita senza dipendere esclusivamente dall’autofinanziamento o dal credito bancario tradizionale.
I fatti
Il report Mediobanca sulle mid-cap italiane analizza le performance delle aziende di medie dimensioni — un segmento che corrisponde in larga misura alle PMI manifatturiere con fatturato tra 50 e 300 milioni di euro — che hanno aperto il capitale a fondi di private equity negli ultimi anni. I risultati mostrano una crescita media del fatturato del 25% in un biennio, superiore alla media del settore manifatturiero italiano, che si attesta intorno al 3-5% annuo nel periodo analogo.
I driver di questa crescita sono multipli: il private equity porta capitali per acquisizioni strategiche, internazionalizzazione o investimenti in capacità produttiva; porta anche competenze manageriali esterne (CFO, direttori commerciali, marketing manager) che le aziende familiari spesso non hanno in organico; e introduce sistemi di governance, misurazione e reporting che migliorano la capacità decisionale dell’impresa.
In Italia, il private equity è ancora percepito con diffidenza da molti imprenditori di seconda e terza generazione, preoccupati di perdere il controllo dell’azienda o di snaturarne l’identità. In realtà, la maggior parte dei deal nel segmento mid-cap mantiene il management familiare al timone, con il fondo nel ruolo di azionista di minoranza attivo o di maggioranza con autonomia gestionale garantita al management.
Il passaggio generazionale è spesso il momento in cui il tema del private equity diventa concreto: quando la famiglia non ha un successore disponibile o capace, o quando le risorse per acquistare le quote dei soci uscenti non sono disponibili internamente, un fondo può rappresentare la soluzione per garantire continuità aziendale.
Fonte: FIRSTonline, “Mid-cap italiane, il private equity spinge crescita e sviluppo: fatturato +25% in due anni. Report Mediobanca”, 2026.
Cosa significa
Per un CEO di seconda generazione che gestisce un’azienda manifatturiera con fatturato tra 30 e 100 milioni, la domanda sul private equity non è “se” ma “quando e a quali condizioni”. Il momento ideale per valutare questa opzione non è quando si è in difficoltà, ma quando si è in crescita e si vuole accelerare: è lì che le valutazioni sono più favorevoli e il potere negoziale dell’imprenditore è massimo.
Conclusioni
Il private equity non è la soluzione giusta per tutti, ma merita una valutazione seria da parte di chi vuole crescere oltre i limiti imposti dall’autofinanziamento. Confrontarsi con un advisor specializzato in M&A per il manifatturiero italiano è il primo passo per capire se e come questa opzione si applica alla propria situazione.
Redazione Industria Lombarda News