Categoria: Passaggio generazionale e imprese familiari Data di pubblicazione: 25 giugno 2026
In sintesi
Con la riforma del 2025, il patto di famiglia è diventato uno strumento molto più praticabile per le PMI familiari: l’estensione alle holding e alle immobiliari, unita alla chiarezza fiscale introdotta, lo rende oggi coerente con le strutture patrimoniali evolute di molte imprese lombarde.
I fatti
Il patto di famiglia è l’istituto giuridico che permette all’imprenditore di trasferire l’azienda — o una quota — all’erede designato, con il consenso degli altri legittimari, evitando future contestazioni sulla successione. A differenza della donazione ordinaria, il patto di famiglia cristallizza l’accordo in vita e lo rende definitivo e non contestabile dagli eredi esclusi.
Fino al 2025, l’incertezza sulla tassazione applicabile — e in particolare l’esclusione delle holding — limitava fortemente l’utilizzo pratico dello strumento. La riforma ha chiarito che il patto di famiglia si applica anche alle holding di controllo e alle società immobiliari, aprendo lo strumento a una fascia molto più ampia di imprese familiari strutturate.
Dal punto di vista fiscale, il trasferimento d’azienda tramite patto di famiglia beneficia dell’esenzione dall’imposta sulle successioni e donazioni, a condizione che l’erede prosegua l’attività per almeno cinque anni. Per le quote di società di capitali, l’esenzione si applica quando il beneficiario acquisisce o integra il controllo della società.
Il patto di famiglia si abbina sempre più spesso a strutture holding: l’imprenditore costituisce una holding di controllo, vi conferisce le quote operative, e poi usa il patto per trasferire la holding all’erede. Questo permette di separare il patrimonio personale da quello aziendale e di gestire la governance anche in presenza di più figli con ruoli diversi.
Fonte: Doppiominimo.com, “Patto di famiglia 2026: il passaggio generazionale d’impresa senza liti né imposte” – Studio Legale Borrelli, febbraio 2026.
Cosa significa
Per un CEO di seconda generazione che deve preparare il terreno per il figlio o la figlia oggi operativi in azienda, il patto di famiglia è lo strumento che permette di farlo senza creare conflitti familiari e senza sorprese fiscali. La chiarezza normativa del 2025 ha eliminato l’alibi principale che spingeva a rimandare.
Il costo dell’inerzia, però, è alto: un passaggio generazionale non pianificato innesca quasi sempre contenziosi tra eredi, perdita di controllo operativo e deterioramento delle relazioni commerciali nel periodo di transizione.
Conclusioni
Nel 2026 non mancano né gli strumenti né la chiarezza normativa per pianificare il passaggio generazionale. Manca la volontà di avviare una conversazione difficile — ma necessaria — prima che le circostanze la rendano urgente.