Categoria: Passaggio generazionale e imprese familiari Data di pubblicazione: 2 luglio 2026
In sintesi
Il nuovo Codice di Autodisciplina italiano ha esteso il proprio raggio d’azione anche alle imprese familiari non quotate, fornendo un quadro di riferimento per l’organizzazione della governance. Per le PMI lombarde alle prese con il passaggio generazionale, adottare una struttura di CDA con amministratori indipendenti non è più solo una best practice: è un requisito sempre più richiesto da banche, fondi e grandi committenti.
I fatti
Il Codice di Corporate Governance italiano — aggiornato nella sua versione più recente per includere indicazioni specifiche per le imprese familiari non quotate — introduce per la prima volta un insieme di principi e raccomandazioni su misura per le realtà che non hanno obblighi di quotazione ma che ambiscono a una gestione più strutturata. Le principali novità riguardano: la composizione del Consiglio di Amministrazione (con la raccomandazione di includere almeno un amministratore indipendente anche nelle PMI), la definizione del ruolo del Presidente vs. CEO (separazione delle funzioni per evitare concentrazioni di potere), la trasparenza nelle operazioni tra parti correlate (vendite, acquisti, prestiti tra la famiglia e l’azienda) e la pianificazione del succession plan con revisione periodica. Dal punto di vista pratico, le PMI che adottano volontariamente principi di buona governance ottengono vantaggi concreti: accesso più agevole al credito bancario (le banche valutano la governance nell’assessment del rischio), maggiore credibilità nelle trattative con partner industriali e fondi di private equity, e una gestione del passaggio generazionale più ordinata e meno conflittuale. Il Codice non è obbligatorio per le imprese non quotate, ma la sua adozione è sempre più segnalata come fattore positivo nelle valutazioni di rating ESG e nei percorsi di certificazione per le filiere strategiche.
Fonte: Il Sole 24 Ore, «The new Corporate Governance Code: a compass for unlisted family businesses», 2026.
Cosa significa
Per un imprenditore di seconda o terza generazione che gestisce un’azienda con 50-300 dipendenti, la governance non è una questione burocratica: è una questione di sopravvivenza e di valore. Un CDA ben strutturato, con ruoli chiari e almeno un consigliere esterno alla famiglia, riduce il rischio di blocchi decisionali nelle fasi critiche (crisi di mercato, cambio generazionale, acquisizioni) e aumenta la fiducia degli stakeholder esterni. Il momento ideale per costruire questa struttura è prima che serva davvero — non durante la crisi.
Conclusioni
Iniziare con piccoli passi — uno statuto aggiornato, un consiglio di famiglia formale, un advisor esterno — è già molto più di quanto faccia la maggioranza delle PMI familiari italiane. E fa la differenza quando arriva il momento del cambio.
Redazione Industria Lombarda News