Categoria: Passaggio generazionale e imprese familiari Data di pubblicazione: 2 luglio 2026
In sintesi
Oltre un milione di PMI italiane dovrà gestire nei prossimi anni la continuità proprietaria, operativa e di competenze. Sette aziende su dieci non superano la transizione dalla prima alla seconda generazione. Quando invece il passaggio è ben strutturato, i dati mostrano performance superiori: ROA medio +4,2%, ricavi +8,8%, investimenti +18%.
I fatti
Secondo i dati dell’Osservatorio PMI riportati da Sbircialanotizia (aprile 2026), oltre il 70% delle piccole e medie imprese italiane è a conduzione familiare, il che rende il passaggio generazionale una questione strutturale per l’economia nazionale e non solo un problema privato delle singole famiglie imprenditoriali. Nei prossimi anni, più di un milione di attività dovrà affrontare la gestione contemporanea di quattro dimensioni: continuità proprietaria, trasferimento del comando operativo, tutela e trasmissione delle competenze, e assicurazione del capitale necessario per investire.
Il tasso di insuccesso è preoccupante: 7 aziende su 10 non riescono a superare la transizione dalla prima alla seconda generazione con continuità. Le cause principali, secondo i dati raccolti, sono l’eccessiva burocrazia (indicata dal 46,2% degli imprenditori), la pressione fiscale (44%), il costo del lavoro e la difficoltà nel trovare personale qualificato. A questi si aggiunge un credito bancario sempre più selettivo, che penalizza le operazioni di successione che richiedono liquidità nell’immediato.
Eppure i dati mostrano anche il potenziale inespresso: quando il passaggio è pianificato e strutturato con anticipo, i risultati economici superano significativamente la media. Il ROA cresce in media del 4,2%, i ricavi dell’8,8% e gli investimenti addirittura del 18% nei cinque anni successivi al passaggio. Il tema è stato portato anche al Senato della Repubblica, dove in maggio 2026 si è svolto un dibattito sulla centralità del passaggio generazionale per il futuro competitivo dell’Italia.
Tra le 15.000 aziende familiari italiane di maggiori dimensioni, si stima che tra 5.000 e 7.500 saranno coinvolte in un passaggio generazionale entro il prossimo decennio.
Fonte: Sbircialanotizia, “Passaggio generazionale, perché oltre un milione di piccole imprese italiane rischia la continuità”, 26 aprile 2026. Rivista AI, “Passaggio generazionale nelle PMI italiane e leadership femminile al centro del dibattito in senato”, 22 maggio 2026. AICIM, “Il passaggio generazionale non è un tema privato: è una priorità nazionale”, marzo 2026.
Cosa significa
Per un CEO di seconda o terza generazione di un’azienda manifatturiera lombarda, questi dati riflettono una realtà spesso vissuta in silenzio: la transizione tra generazioni è raramente un momento lineare. Le aziende che la affrontano senza pianificazione si trovano esposte a conflitti interni, perdita di clienti storici legati alla figura del fondatore, e difficoltà a reperire risorse finanziarie per l’operazione. Al contrario, chi inizia a strutturare il processo con 5-10 anni di anticipo — identificando il successore, costruendo una governance chiara e proteggendo le relazioni commerciali chiave — trasforma una criticità in un momento di rilancio strategico.
Conclusioni
Il passaggio generazionale non è un evento da gestire quando si presenta: è un processo da pianificare oggi. Le aziende che iniziano prima hanno risultati migliori — e i numeri lo dimostrano chiaramente.
Redazione Industria Lombarda News