Categoria: AI per aziende B2B familiari Data di pubblicazione: 17 luglio 2026
In sintesi
Secondo una ricerca dell’Osservatorio sull’Innovazione nelle Imprese Familiari della Luiss Business School e di Intesa Sanpaolo, le aziende familiari guidate da CEO under 45 (Millennial o Gen Z) mostrano tassi di adozione dell’intelligenza artificiale superiori alla media. In controtendenza con il dato generale: solo l’8% delle PMI italiane ha avviato progetti strutturati di IA, contro il 71% delle grandi imprese.
I fatti
La ricerca dell’Osservatorio Luiss-Intesa Sanpaolo ha analizzato un campione di imprese familiari italiane appartenenti prevalentemente al manifatturiero (86,3%), localizzate in prevalenza nel Nord Italia (63,1%) e con 10-99 dipendenti (91% del campione). Il risultato principale: le aziende familiari con CEO della generazione Millennial o Gen Z (under 45) mostrano tassi di adozione dell’IA superiori alla media del settore, confermando che il fattore generazionale è una delle variabili chiave nell’accelerazione dell’innovazione digitale. Questo dato si scontra però con la fotografia generale del sistema produttivo italiano. Secondo Assolombarda, nel 2026 solo l’8% delle PMI ha avviato progetti strutturati di intelligenza artificiale, contro il 71% delle grandi imprese. L’IA cresce: il mercato italiano ha raggiunto 1,8 miliardi di euro nel 2026, con una crescita del 50% rispetto all’anno precedente. Ma il ritardo delle PMI è strutturale, legato soprattutto alla carenza di competenze digitali interne e alla difficoltà di identificare casi d’uso concreti. Assolombarda ha risposto con forgIA e la proposta di una Zona di Innovazione Speciale (ZIS) dedicata all’IA a Milano, mentre a livello di singola azienda emergono applicazioni concrete: dal controllo qualità alla previsione della domanda, fino all’automazione delle attività ripetitive nelle operations. Fonte: FIRSTonline, “Intelligenza artificiale, in Italia le imprese più innovative sono quelle familiari guidate da CEO giovani”; Industria Italiana, “L’allarme di Assolombarda: solo l’8% delle PMI ha avviato progetti di AI contro il 71% delle grandi imprese”.
Cosa significa
Per un CEO di seconda o terza generazione di un’azienda manifatturiera lombarda, il messaggio è duplice. Da un lato, c’è un’opportunità: la nuova generazione al vertice ha naturalmente più propensione all’adozione dell’IA rispetto ai fondatori. Dall’altro c’è un rischio concreto: rimandare equivale a lasciare che il divario con le grandi imprese si allarghi ulteriormente, con conseguenze sulla competitività di medio termine in termini di produttività, costi operativi e qualità del prodotto.
Conclusioni
Il punto di partenza non è adottare l’IA in modo generico, ma identificare uno o due processi aziendali in cui l’automazione può generare un risparmio misurabile entro 12 mesi. Da lì si costruisce la competenza e si scala gradualmente.
Redazione Industria Lombarda News