Categoria: Export e internazionalizzazione    Data di pubblicazione: 5 agosto 2026

In sintesi

SACE ha pubblicato la Mappa dell’Export 2026, strumento che ogni anno orienta le imprese italiane verso i mercati esteri con il miglior equilibrio tra opportunità e rischio. L’edizione 2026 segnala il Nord America come area prioritaria, ma mette in guardia su una vulnerabilità strutturale delle PMI italiane: la concentrazione su un solo mercato estero.

I fatti

La Mappa dell’Export di SACE giunge alla sua 19ª edizione e valuta circa 200 mercati sulla base di tre indicatori: rischio di credito, rischio politico e indice di opportunità per l’export (EOI). Per il Nord America l’indice di opportunità è 74 su 100, con un profilo di rischio tra i più bassi a livello globale. L’America Latina, al contrario, presenta un EOI di 35 e rischi significativamente più elevati.

Il dato strutturale che emerge dall’analisi è critico: il 45% delle imprese italiane esporta in un solo mercato estero. Una concentrazione che aumenta l’esposizione a shock localizzati — cambi normativi, dazi, tensioni geopolitiche — e rende le imprese più fragili di fronte a variazioni improvvise della domanda in un singolo Paese.

A supporto delle PMI, SACE ha rinnovato la collaborazione con Confapi per offrire strumenti finanziari dedicati e servizi di advisory per la gestione dei rischi della supply chain internazionale. Assolombarda segnala inoltre l’apertura dei bandi SIMEST sulla linea “Inserimento Mercati”, che co-finanziano i costi di ingresso in nuovi mercati esteri.

Fonte: sace.it, “SACE presenta la Mappa dell’Export 2026”, febbraio 2026; industriaitaliana.it, “Sace, ecco la Mappa dell’Export 2026: dove puntare per crescere all’estero”.

Cosa significa

Per un’azienda manifatturiera lombarda con fatturato tra 15 e 200 milioni, dipendere da un solo mercato estero — spesso la Germania o la Francia — è un rischio che in questo momento storico va gestito attivamente. La Mappa SACE è uno strumento concreto e gratuito per identificare dove avrebbe senso aprire una seconda o terza direttrice di export. I bandi SIMEST sono la leva finanziaria per farlo con un co-investimento pubblico.

Conclusioni

Diversificare i mercati esteri non è una strategia da grandi aziende: è una misura di resilienza indispensabile anche per le PMI. Il primo passo è sapere dove si è esposti — e la Mappa SACE 2026 offre proprio questo.

— Redazione Industria Lombarda News

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