Categoria: AI per aziende B2B familiari Data di pubblicazione: 11 settembre 2026
In sintesi
L’intelligenza artificiale entra lentamente nelle imprese italiane: l’adozione è raddoppiata in un anno, ma tre PMI su quattro non hanno ancora investito. Marketing e vendite sono gli ambiti più toccati.
I fatti
Secondo il report ISTAT Imprese e ICT, nel 2025 il 16,4% delle imprese con almeno 10 addetti utilizza almeno una tecnologia di AI, contro l’8,2% dell’anno precedente. Il quadro sulle PMI è però più arretrato: la ricerca dell’Osservatorio del Politecnico di Milano indica che il 76% delle piccole e medie imprese non ha investito né prevede di investire nell’AI. Tra chi la usa, solo un’azienda su quattro l’ha integrata stabilmente nei processi. Gli ambiti più diffusi sono marketing e vendite, processi amministrativi e ricerca e sviluppo. Il freno principale, indicato da quasi sei PMI su dieci, è la mancanza di competenze interne. Fonte: ISTAT e Osservatorio Innovazione Digitale nelle PMI del Politecnico di Milano, 2026.
Cosa significa
Per un’azienda familiare B2B l’AI non è un salto tecnologico astratto: applicata a marketing e vendite può aiutare a qualificare i contatti, preparare contenuti commerciali e analizzare i dati sui clienti senza appesantire i venditori. Il vero ostacolo non è lo strumento, ma la mancanza di competenze e di un processo che indichi dove e come usarla. Partire da un caso d’uso concreto vale più di qualsiasi strategia teorica.
Conclusioni
L’AI conviene affrontarla per obiettivi, non per moda. Un primo impiego mirato nelle attività commerciali è il modo più rapido per generare valore misurabile senza stravolgere l’organizzazione.
Redazione Industria Lombarda News