Categoria: Economia e industria in Lombardia Data di pubblicazione: 3 agosto 2026
In sintesi
La manifattura lombarda chiude il primo trimestre 2026 con segnali positivi: produzione industriale +2,4% su base annua, fatturato +2,8%. Le province di Bergamo e Brescia restano le locomotive del sistema, ma la crescita si fa più selettiva. Il vero nodo rimane l’aumento dei costi delle materie prime, che erode i margini delle imprese più esposte.
I fatti
Secondo i dati rilevati da Assolombarda e dalla Gazzetta della Lombardia, tra gennaio e marzo 2026 la produzione industriale in Lombardia è cresciuta dello 0,5% rispetto al trimestre precedente e del 2,4% su base annua. Il fatturato segna un aumento dello 0,6% congiunturale e del 2,8% tendenziale. Positivi anche gli ordini interni, in crescita dell’1,3%, mentre quelli esteri restano sostanzialmente stabili (+0,3%). Per l’artigianato manifatturiero la crescita si attesta al 2% in produzione e all’1,9% in fatturato. Le province di Bergamo e Brescia si confermano tra i principali motori industriali del Paese, con un tessuto di PMI ad alta intensità manifatturiera che tiene, pur in un contesto di crescita più contenuta rispetto agli anni passati. Lo scenario, secondo gli analisti, è meno espansivo ma non preoccupante: la domanda interna regge, ma gli ordini esteri risentono delle incertezze geopolitiche e dei dazi USA. Il dato che preoccupa di più è però il rialzo dei prezzi delle materie prime: +3,7% nell’industria e +6,1% nell’artigianato rispetto al trimestre precedente, segnale che le pressioni sui costi non sono ancora rientrate. Fonte: Gazzetta della Lombardia, “Manifattura lombarda, produzione e fatturato ancora in crescita”, luglio 2026; Il Sole 24 Ore, “Industry is growing in Lombardy but expectations for the future are falling”.
Cosa significa
Per un’azienda manifatturiera lombarda con 50-300 dipendenti, la fotografia del primo trimestre 2026 ha due facce. Da un lato, la domanda tiene e il fatturato cresce: significa che ci sono ancora spazi di mercato e che la reputazione industriale della Lombardia regge. Dall’altro, l’aumento delle materie prime è un problema reale che comprime i margini, soprattutto per le PMI che non hanno ancora lavorato sulla diversificazione dei fornitori o sull’efficienza energetica dei processi. Chi ha già investito in automazione e ottimizzazione dei cicli produttivi vede i benefici. Chi è ancora fermo sulla struttura tradizionale rischia di ritrovarsi schiacciato tra ricavi stagnanti e costi crescenti.
Conclusioni
Il manifatturiero lombardo cresce, ma non per tutti allo stesso modo: il 2026 premia chi ha investito in efficienza e innovazione. Il momento giusto per razionalizzare la supply chain e rivedere la struttura dei costi è adesso, prima che la pressione sulle materie prime diventi strutturale.
Redazione Industria Lombarda News