Categoria: Economia e industria in Lombardia Data di pubblicazione: 4 agosto 2026
In sintesi
Nel secondo trimestre del 2026 la produzione industriale bresciana registra un incremento del 2,1% rispetto allo stesso periodo del 2025. Il risultato conferma la solidità del tessuto manifatturiero lombardo, ma il ritorno dei rincari delle materie prime e le tensioni geopolitiche introducono nuovi elementi di pressione sui costi aziendali.
I fatti
Secondo i dati rilevati da Confindustria Brescia, il 42% delle imprese intervistate nel campione ha dichiarato un aumento dell’attività produttiva nel secondo trimestre 2026. Gli incrementi più significativi si concentrano nelle grandi imprese, con una crescita del 3,6%, mentre tra le PMI la variazione è più contenuta ma comunque positiva.
I comparti più dinamici del periodo sono Legno e minerali non metalliferi (+5,8%), Metallurgia (+3,5%) e Sistema moda (+2,4%). Sul fronte dei costi, le imprese segnalano un rincaro delle materie prime del 3,7% rispetto al trimestre precedente, un livello non registrato dalla fine del 2022. Il dato riguarda in particolare l’acciaio e i componenti energetici intermedi.
Bergamo e Brescia si confermano tra i principali motori industriali del Paese nel 2026, ma la crescita appare più selettiva rispetto agli anni precedenti: non tutte le imprese partecipano allo stesso modo all’espansione, e le differenze tra settori e tra fasce dimensionali si stanno allargando. Il quadro complessivo è positivo ma non uniforme.
Fonte: bsnews.it, “Brescia, l’industria continua a crescere: produzione in aumento del 2,1%, ma pesano rincari delle materie prime”, 1 agosto 2026.
Cosa significa
Per le PMI manifatturiere lombarde con 50-300 dipendenti, il dato è incoraggiante ma richiede attenzione. La crescita della produzione non si traduce automaticamente in una crescita dei margini se nel frattempo i costi delle materie prime salgono. Le aziende che non dispongono di contratti di fornitura pluriennali o di una struttura di acquisto strutturata rischiano di vedere erosa la redditività anche in presenza di buoni volumi. Il segnale più importante è che la selettività della crescita premia chi ha investito in efficienza operativa e in diversificazione del portafoglio clienti.
Conclusioni
La manifattura lombarda tiene, ma lo scenario che si apre è meno automatico del recente passato. Per gli imprenditori di seconda e terza generazione, il 2026 è un anno in cui gestire bene i costi è tanto importante quanto acquisire nuovi ordini.
— Redazione Industria Lombarda News