Categoria: Passaggio generazionale e imprese familiari Data di pubblicazione: 9 agosto 2026
In sintesi
Il passaggio generazionale è la sfida più sottovalutata del manifatturiero lombardo. Solo il 63,7% delle successioni familiari si conclude con esito positivo. Nell’area bresciana sono 5.000 le imprese davanti a questa transizione, in un contesto in cui mancano ancora cultura della pianificazione e strumenti operativi adeguati.
I fatti
La provincia di Brescia conta circa 5.000 imprese familiari che nei prossimi anni si troveranno ad affrontare il passaggio generazionale, secondo i dati emersi dal convegno tenuto all’Università di Brescia nel maggio 2026. Il fenomeno non riguarda solo la trasmissione della proprietà, ma coinvolge la governance, la tutela del patrimonio e la continuità del progetto imprenditoriale — un insieme di variabili che rendono ogni transizione unica e ad alto rischio.
A livello lombardo, la dimensione del fenomeno è ancora più significativa: si stima che nel prossimo decennio oltre 125.000 imprese nell’area metropolitana milanese potrebbero trovarsi coinvolte in processi di cambio al vertice. Le PMI italiane sono per oltre il 70% a matrice familiare e la Lombardia non fa eccezione. A complicare il quadro, quasi il 50% degli imprenditori lombardi ha oggi più di 50 anni, e in molti casi il successore designato non è ancora operativamente coinvolto nella gestione dell’azienda.
I dati di CNA indicano che il 63,7% delle successioni familiari riesce a concludersi con esito positivo. Significa che oltre un terzo fallisce: alcune aziende vengono liquidate, altre cedute a condizioni sfavorevoli, altre ancora entrano in crisi nei tre-cinque anni successivi alla transizione. Le cause più frequenti di insuccesso sono la mancanza di pianificazione anticipata, conflitti tra eredi su governance e ruoli, e l’assenza di un management capace di supportare la generazione entrante.
Confindustria Lombardia ha organizzato nel corso del 2026 diversi eventi dedicati al tema — dal webinar di settembre sul passaggio generazionale con approccio operativo, ai seminari sulla tutela del know-how — segnale che la domanda di orientamento da parte degli imprenditori è concreta e crescente.
Fonte: Giornale di Brescia, “Passaggio generazionale: sfida per 5mila imprese familiari bresciane”, 2026. Brescia Tomorrow, convegno Università di Brescia, maggio 2026. Confindustria Lombardia, eventi 2026 sul cambio generazionale.
Cosa significa
Per un CEO di seconda o terza generazione già alla guida dell’azienda, i dati sopra hanno un significato preciso: chi ha ereditato l’impresa e non ha ancora strutturato formalmente la governance familiare, i ruoli del management e un piano di successione — anche parziale — è già in ritardo. La pianificazione del passaggio generazionale non è un atto notarile che si fa quando arriva il momento: è un processo che richiede almeno tre-cinque anni di lavoro su relazioni, competenze e struttura. Le aziende che lo fanno con anticipo mostrano performance migliori anche durante la transizione.
Conclusioni
Il passaggio generazionale non si affronta il giorno in cui il fondatore decide di ritirarsi: si pianifica oggi, quando l’azienda è solida e c’è tempo per farlo bene. Il primo passo concreto è aprire un confronto tra generazioni sui ruoli, sulla governance e sulle aspettative — preferibilmente con il supporto di un consulente esterno che sappia gestire anche la componente relazionale.
Redazione Industria Lombarda News