Categoria: Economia e industria in Lombardia Data di pubblicazione: giugno 2026
In sintesi
La manifattura lombarda chiude il primo trimestre 2026 con dati ancora positivi: produzione industriale a +0,5% e fatturato a +0,6% rispetto al trimestre precedente. Crescono gli ordini interni (+1,3%), mentre quelli esteri restano sostanzialmente stabili. Sullo sfondo, però, si registra un’accelerazione dei costi delle materie prime che non si vedeva dal 2023.
I fatti
Il sistema manifatturiero della Lombardia conferma la sua tenuta nei primi tre mesi del 2026. Secondo i dati elaborati da Assolombarda e Confindustria Lombardia, la produzione industriale cresce dello 0,5% rispetto al trimestre precedente, mentre il fatturato segna un +0,6%. Sul fronte degli ordini, quelli interni registrano un incremento dell’1,3%, segnale di una domanda interna ancora attiva. Gli ordini esteri restano stabili con un lieve +0,3%.
La quota di fatturato realizzata all’estero rimane elevata, attestandosi al 38,9% del totale, a conferma della spiccata vocazione export del sistema produttivo lombardo. Bergamo e Brescia si confermano le province più dinamiche, pur con un leggero rallentamento rispetto ai trimestri record del biennio precedente.
Preoccupano invece i costi delle materie prime, aumentati del 3,7% nell’industria e del 6,1% nell’artigianato rispetto al trimestre precedente: incrementi che non si registravano dall’inizio del 2023. Un segnale di pressione sui margini che potrebbe pesare nei prossimi mesi.
Sul fronte macroeconomico, le previsioni per il PIL lombardo indicano un +0,4% per il 2026, in linea con il dato nazionale e in netto calo rispetto al +1,2% del 2024. Un rallentamento atteso, ma che mette in evidenza la necessità per le imprese di strutturarsi per competere in un contesto meno favorevole.
Fonte: Assolombarda, Booklet Economia – Sentiment e Materie Prime, maggio 2026; Gazzetta della Lombardia, “Manifattura lombarda, produzione e fatturato ancora in crescita”, giugno 2026.
Cosa significa
Per una PMI manifatturiera lombarda con 50-300 dipendenti, questo scenario ha due facce. La prima è positiva: la domanda interna tiene e il fatturato cresce, segnali che il mercato non si è fermato. La seconda è una campana d’allarme: l’aumento delle materie prime e il rallentamento del PIL indicano che i margini si restringeranno nei prossimi trimestri. Chi non ha ancora avviato un processo di ottimizzazione dei costi e di strutturazione commerciale rischia di trovarsi in difficoltà quando il ciclo si invertirà. Non è il momento di aspettare che gli ordini arrivino passivamente: è il momento di costruire canali di vendita attivi.
Conclusioni
La Lombardia manifatturiera cresce, ma più piano. Le imprese che usciranno rafforzate da questa fase saranno quelle che approfitteranno della relativa stabilità attuale per strutturare processi di vendita e comunicazione più solidi, riducendo la dipendenza dal passaparola storico.
Redazione Industria Lombarda News