Categoria: Passaggio generazionale e imprese familiari Data di pubblicazione: 22 agosto 2026
In sintesi
Quasi la metà delle imprese familiari italiane si troverà ad affrontare un passaggio generazionale entro i prossimi dieci anni, con una su cinque già nella fase attiva entro il 2031. Il dato, elaborato dai Giovani Imprenditori di Confindustria, ha portato al lancio del progetto GenerAZIONI nel marzo 2026. Il problema principale è strutturale: il 60% dei passaggi generazionali fallisce per mancanza di allineamento e fiducia all’interno della famiglia.
I fatti
Il 9 marzo 2026, presso il campus Luiss di Roma, è stato presentato il progetto GenerAZIONI, promosso dai Giovani Imprenditori di Confindustria in collaborazione con Luiss University Press. L’iniziativa nasce da un’analisi quantitativa della situazione delle imprese familiari italiane, che rappresentano circa l’80% del PIL nazionale e impiegano tre quarti della forza lavoro.
Il quadro è chiaro: entro il 2036, quasi la metà delle imprese familiari italiane dovrà gestire un cambio al vertice. Entro il 2031, una su cinque sarà già in questa fase. Si tratta di un numero enorme di aziende, molte delle quali non hanno ancora avviato alcun piano di successione formalizzato.
I dati del progetto segnalano che il 60% dei passaggi generazionali fallisce. Le cause principali sono tre: assenza di un piano di successione documentato, mancanza di comunicazione trasparente tra generazioni, e conflitti latenti che emergono solo nel momento della transizione effettiva. L’assenza di un piano si traduce immediatamente in problemi di governance, che rallentano le decisioni e compromettono la competitività dell’azienda proprio nel momento più delicato.
Sul fronte positivo, i dati 2025-2026 mostrano che le aziende che hanno affrontato un cambio generazionale dopo lo shock pandemico hanno registrato una crescita mediamente superiore del 10% rispetto a chi ha mantenuto la guida storica. Inoltre, oltre il 70% dei nuovi imprenditori di seconda e terza generazione è laureato, portando competenze manageriali che le generazioni precedenti spesso non avevano acquisito formalmente.
Fonte: Confindustria, “GenerAZIONI 2026: al via il progetto dei Giovani Imprenditori dedicato al passaggio generazionale”, marzo 2026; Il Sole 24 Ore, “Cambiare paga, le nuove generazioni al vertice valgono il 10% in più di crescita”.
Cosa significa
Per un’azienda manifatturiera lombarda di seconda o terza generazione, il passaggio generazionale non è un evento futuro astratto: è una questione operativa da pianificare oggi. Le aziende che aspettano che la situazione si presenti da sola finiscono per gestire l’emergenza, non la strategia.
Il rischio principale non è il figlio o la figlia che non è all’altezza: è l’assenza di un processo strutturato che consenta un trasferimento ordinato di relazioni, know-how e autorità decisionale. Questo processo richiede anni, non mesi.
Conclusioni
Se sei un CEO di seconda o terza generazione e non hai ancora un piano di successione documentato, questo è il momento di avviarlo. Il primo passo concreto è una conversazione aperta in famiglia su chi fa cosa e con quale orizzonte temporale.
Redazione Industria Lombarda News