Categoria: Passaggio generazionale e imprese familiari    Data di pubblicazione: 24 agosto 2026

In sintesi

Il passaggio generazionale nelle imprese italiane fallisce in due casi su tre: solo il 30% delle aziende familiari supera il salto dalla prima alla seconda generazione, e appena il 13% arriva alla terza. I dati 2026 mostrano che oltre un milione di piccole imprese italiane rischia la continuità nei prossimi anni, con i titolari over 70 in costante aumento.

I fatti

Secondo i dati più recenti raccolti nel Rapporto sul Passaggio Generazionale nelle imprese della Brianza (marzo 2026) e confermati da analisi nazionali, la successione aziendale rappresenta ancora il principale nodo irrisolto del capitalismo familiare italiano.

La fotografia attuale è preoccupante: oltre la metà delle aziende italiane (52%) è alla seconda generazione imprenditoriale, il 28% è ancora guidato dal fondatore. I titolari over 70 sono saliti a 314.824 a giugno 2025, mentre le imprese guidate da under 35 sono scese a 486.000 a fine 2024. L’età media dei titolari è di 47,1 anni.

I dati sugli esiti della successione mostrano un quadro complesso: la successione familiare resta il percorso con maggiore probabilità di successo (63,7% degli esiti favorevoli), mentre la vendita a terzi o dipendenti resta il punto debole del sistema, frenata da problemi di valutazione, accesso al credito per gli acquirenti e difficoltà nei negoziati.

Sul fronte normativo, la riforma 2025 del patto di famiglia ha rimosso le principali incertezze fiscali che ne limitavano l’utilizzo: l’estensione alle holding e alle immobiliari lo rende oggi compatibile con le strutture patrimoniali più articolate delle imprese di media dimensione.

Fonte: costruiamoilfuturo.it, “Rapporto Finale sul Passaggio Generazionale in Brianza”, marzo 2026; sbircialanotizia.it, “Passaggio generazionale, perché oltre un milione di piccole imprese italiane rischia la continuità”, aprile 2026.

Cosa significa

Per un CEO di seconda o terza generazione di un’azienda manifatturiera lombarda, il messaggio è chiaro: la continuità aziendale non è garantita dalla sola competenza tecnica o dalla solidità del portafoglio ordini. Serve una pianificazione strutturata che includa il governo della governance familiare, l’individuazione e la formazione dei successori, la definizione di regole chiare su chi decide cosa e come vengono remunerate le diverse generazioni coinvolte nell’azienda. Aspettare che la questione si risolva da sola è la causa principale dei fallimenti del passaggio generazionale.

Conclusioni

Avviare un percorso di pianificazione della successione non significa cedere il controllo dell’azienda: significa garantire che il lavoro di una o due generazioni non venga disperso. Coinvolgere un advisor esterno specializzato in governance familiare è il primo passo concreto.

Redazione Industria Lombarda News

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