Categoria: Passaggio generazionale e imprese familiari    Data di pubblicazione: 25 agosto 2026

In sintesi

Confindustria ha lanciato GenerAZIONI 2026, un programma dedicato al passaggio generazionale nelle imprese familiari italiane, promosso dai Giovani Imprenditori in collaborazione con Luiss University Press. Nei prossimi cinque anni circa il 20% delle imprese familiari italiane dovrà affrontare questo processo. Solo il 30% sopravvive alla seconda generazione e appena il 13% arriva alla terza: dati che evidenziano quanto sia strategico prepararsi in anticipo.

I fatti

A marzo 2026 si è tenuto a Roma l’evento di lancio di GenerAZIONI, iniziativa promossa dai Giovani Imprenditori di Confindustria con l’obiettivo di creare un percorso strutturato e condiviso per affrontare la transizione generazionale nelle PMI italiane. Il programma si articola in una serie di appuntamenti che coprono tanto gli aspetti tecnici del passaggio — fiscali, legali, societari — quanto le dimensioni relazionali: leadership, comunicazione intergenerazionale e convivenza tra fondatori e successori.

I dati di contesto sono significativi: in Italia oltre l’80% delle imprese è a conduzione familiare. Nei prossimi cinque anni, circa il 20% di queste dovrà affrontare un ricambio alla guida. Tuttavia, le statistiche storiche mostrano che solo tre aziende su dieci sopravvivono alla seconda generazione, e poco più di una su dieci raggiunge la terza. Le ragioni del fallimento raramente sono di natura tecnica: nella maggior parte dei casi dipendono da conflitti familiari, assenza di governance strutturata e mancanza di una preparazione del successore.

Un segnale incoraggiante viene dai dati più recenti: il 70% dei nuovi imprenditori che subentrano è laureato, contro percentuali molto più basse nelle generazioni precedenti. Questo suggerisce che le nuove leve portano competenze formali più solide, ma non necessariamente l’esperienza operativa e la rete relazionale costruita dal fondatore nel corso di decenni.

Confindustria segnala anche che seimila imprese familiari cambieranno guida nei prossimi dieci anni. Un numero che rende il passaggio generazionale non un problema individuale ma una questione sistemica per la tenuta del tessuto produttivo italiano, in particolare per il manifatturiero, dove la concentrazione di aziende familiari è più alta.

Fonte: Confindustria – comunicato stampa “GenerAZIONI 2026”, marzo 2026; Il Sole 24 Ore, “Il passaggio generazionale nelle PMI italiane: sfide e grandi opportunità”, 2026.

Cosa significa

Per un CEO di seconda o terza generazione di un’azienda manifatturiera lombarda, questo tema riguarda sia chi è già subentrato al fondatore — e deve consolidare la propria autorevolezza all’interno e all’esterno dell’azienda — sia chi si trova nella fase di preparazione della transizione verso la generazione successiva. In entrambi i casi, la variabile critica è il tempo: i processi di passaggio generazionale ben riusciti si preparano in media con un anticipo di cinque-sette anni rispetto al momento dell’effettivo subentro.

Le aziende che non hanno ancora avviato una riflessione su governance, patti di famiglia e struttura decisionale rischiano di trovarsi a gestire la transizione in emergenza, spesso in coincidenza con momenti di difficoltà del fondatore o con tensioni familiari che rendono ogni decisione più complessa.

Conclusioni

Il passaggio generazionale non si gestisce quando è già in corso: si pianifica anni prima. Per un imprenditore di seconda generazione, il momento giusto per iniziare è adesso, indipendentemente dall’orizzonte temporale che sembra davanti.

Redazione Industria Lombarda News

Avatar photo

Di Redazione Industria Lombarda News

News per gli imprenditori B2B

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *