Categoria: Passaggio generazionale e imprese familiari    Data di pubblicazione: 26 agosto 2026

In sintesi

Le statistiche sul passaggio generazionale nelle imprese familiari italiane sono impietose: solo il 30% sopravvive al passaggio dalla prima alla seconda generazione, appena il 13% arriva alla terza. Confindustria ha rilanciato nel 2026 il progetto GenerAZIONI, dedicato a imprenditori under 45 che si trovano a gestire questo momento critico. Il problema non è solo fiscale e legale: le dimensioni relazionali, di leadership e di comunicazione intergenerazionale sono spesso quelle che fanno la differenza.

I fatti

Secondo i dati Unioncamere, oltre 600.000 aziende familiari italiane affronteranno nei prossimi anni il tema del trasferimento d’impresa ai figli o ai successori. Quasi la metà delle imprese familiari attive è oggi interessata da un cambio generazionale nel prossimo decennio. Il quadro è preoccupante: il 52% delle aziende è arrivata alla seconda generazione imprenditoriale, mentre il 28% è ancora guidato dal fondatore. Solo il 30% riesce a sopravvivere al passaggio dalla prima alla seconda generazione, e appena il 13% arriva alla terza. Le cause principali del fallimento sono identificate nella mancanza di pianificazione anticipata, nei conflitti familiari tra eredi, e nel peso delle imposte di successione. A questo si aggiunge la difficoltà di separare il patrimonio personale da quello aziendale, problema molto diffuso nelle PMI manifatturiere di prima e seconda generazione. Confindustria ha risposto lanciando nel marzo 2026 la nuova edizione di GenerAZIONI, un percorso formativo e di accompagnamento sviluppato con Luiss University Press. Il programma affronta sia gli aspetti tecnici (fiscalità, struttura societaria, governance) sia le dimensioni più soft come leadership, comunicazione tra generazioni, e convivenza di stili manageriali diversi. L’evento di lancio si è tenuto al Campus Luiss di Roma con una partecipazione significativa di giovani imprenditori provenienti dall’industria manifatturiera. Fonte: Confindustria, “GENERAZIONI 2026: al via il progetto dedicato al passaggio generazionale”, comunicato stampa marzo 2026; ANSA, “Confindustria, il cambio generazionale, momento cruciale, un progetto di futuro”, 9 marzo 2026.

Cosa significa

Per un CEO di seconda o terza generazione a capo di una manifatturiera lombarda, questo è un tema che riguarda sia il presente sia il futuro. Se l’azienda è ancora guidata dal fondatore, il tempo per pianificare il passaggio è adesso, non quando la salute o l’età imporranno decisioni affrettate. Se si è già alla seconda generazione, il rischio è di non avere ancora strutturato una governance che funzioni senza la figura centrale del “padre fondatore”. La comunicazione esterna dell’azienda — inclusa la presenza su LinkedIn e la reputazione digitale — è uno degli asset che va costruito dalla nuova generazione, per affermare la propria identità imprenditoriale distinta da quella del predecessore.

Conclusioni

Il passaggio generazionale è un progetto, non un evento. Iniziare a costruire il piano prima che diventi urgente è la differenza tra chi porta l’azienda alla terza generazione e chi no.

Redazione Industria Lombarda News

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