Categoria: Passaggio generazionale e imprese familiari    Data di pubblicazione: 28 agosto 2026

In sintesi

Il passaggio generazionale è la sfida più silenziosa e più sottovalutata del sistema produttivo lombardo. Nel solo territorio bresciano, 5.000 aziende sono chiamate ad affrontare questo momento nei prossimi anni. Eppure solo il 30% delle imprese familiari riesce a sopravvivere al passaggio dalla prima alla seconda generazione, e appena il 13% arriva alla terza.

I fatti

Un convegno svoltosi a maggio 2026 all’Università di Brescia ha portato all’attenzione dei media locali un dato che merita riflessione: nel territorio bresciano, caratterizzato da una fortissima presenza di imprese familiari manifatturiere, circa 5.000 aziende si troveranno nei prossimi anni a gestire la transizione verso la generazione successiva. Un fenomeno che, esteso all’intera Lombardia, potrebbe coinvolgere oltre 125.000 imprese nell’arco del prossimo decennio, secondo le proiezioni elaborate nel Rapporto Finale Brianza 2026, pubblicato a marzo dalla Fondazione Costruiamo il Futuro e dal Censis.

I dati sulla sopravvivenza delle imprese familiari alle transizioni generazionali sono impietosi: solo il 30% sopravvive al passaggio dalla prima alla seconda generazione, e appena il 13% riesce ad arrivare alla terza. Una perdita di valore economico e di patrimonio culturale industriale difficilmente quantificabile. Secondo CNA, tuttavia, il 63,7% delle successioni familiari che vengono pianificate con adeguato anticipo riesce a concludersi con esito positivo — un dato che suggerisce come il fattore critico non sia la difficoltà della transizione in sé, ma la mancanza di preparazione.

A settembre 2026, Confindustria Lombardia ha programmato un webinar dedicato al tema con un approccio operativo e concreto, segno che il sistema associativo ha riconosciuto la centralità del problema. Le principali criticità identificate dagli esperti riguardano la confusione tra ruolo familiare e ruolo manageriale, la difficoltà di separare patrimonio personale e aziendale, e la resistenza del fondatore a cedere il controllo anche dopo il formale passaggio di consegne.

Fonte: bresciatomorrow.it, “Passaggio generazionale nelle imprese familiari bresciane”, maggio 2026; Censis/Fondazione Costruiamo il Futuro, Rapporto Finale Brianza 2026, marzo 2026.

Cosa significa

Per un CEO di seconda o terza generazione, questo articolo parla direttamente della propria realtà quotidiana. Il passaggio generazionale non è solo un evento giuridico-fiscale: è un cambio di identità aziendale. Chi guida oggi l’azienda si trova spesso a dover dimostrare di non essere “solo il figlio di”, costruendo credibilità interna ed esterna in un momento in cui il padre-fondatore ha già stabilito relazioni e standard difficili da eguagliare.

Le aziende che affrontano questo momento in modo strutturato — con un piano chiaro, con il supporto di advisor esterni, e con un lavoro sul posizionamento comunicativo della nuova guida — hanno probabilità di sopravvivenza significativamente più alte di quelle che lo affrontano in modo improvvisato o conflittuale.

Conclusioni

Pianificare la successione con almeno cinque anni di anticipo non è pessimismo: è la scelta più responsabile che un imprenditore possa fare nei confronti dei propri dipendenti, dei propri clienti e della propria famiglia. Il momento migliore per iniziare era ieri; il secondo momento migliore è oggi.

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Di Redazione Industria Lombarda News

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