Categoria: Costi energetici, normative e incentivi    Data di pubblicazione: 7 settembre 2026

In sintesi

Da settembre 2026 le stime prevedono rincari energetici fino al +54% per le imprese. Il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto da oltre 5 miliardi, con misure strutturali e un bonus dedicato alle PMI.

I fatti

Secondo le stime di Nomisma Energia, da settembre 2026 i costi energetici potrebbero salire del +54% per le imprese e del +23% per le famiglie. Per rispondere, il Consiglio dei Ministri ha approvato un nuovo decreto con una dotazione complessiva stimata in oltre 5 miliardi di euro, con l’obiettivo dichiarato di superare la logica emergenziale e introdurre misure strutturali sulla formazione dei prezzi di elettricità e gas. È previsto un bonus da circa 750 milioni per le PMI, con riduzione degli oneri di sistema, e interventi per le imprese energivore che consumano oltre 1 GWh l’anno, subordinati al rispetto di condizionalità ambientali. Nasce inoltre una piattaforma pubblica gestita da GSE e Acquirente Unico per favorire contratti di lungo periodo con produttori di energia rinnovabile. Fonte: Nomisma Energia e infobuildenergia.it, 2026.

Cosa significa

Per un’impresa manifatturiera con processi produttivi a consumo costante, l’energia incide direttamente sul margine dei contratti pluriennali già firmati. Gli aiuti riducono la pressione nel breve, ma le condizionalità ambientali e la piattaforma sui contratti rinnovabili indicano la direzione: efficienza e approvvigionamento programmato diventano requisiti, non opzioni.

Conclusioni

Conviene verificare i requisiti per bonus PMI ed energivori e valutare i bandi per l’efficientamento, che coprono fino al 60% dei costi. Bloccare parte dei consumi con contratti di lungo periodo protegge i margini dalla volatilità.

Redazione Industria Lombarda News

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