Categoria: Costi energetici, normative e incentivi    Data di pubblicazione: 22 giugno 2026

In sintesi

Nonostante un’inflazione energetica in progressivo rientro, i prezzi dell’energia per le imprese manifatturiere italiane restano strutturalmente più alti rispetto ai principali competitor europei. Le PMI lombarde che hanno investito in autoproduzione fotovoltaica, efficientamento degli impianti e certificazioni energetiche hanno ridotto la loro esposizione ai picchi di prezzo e stanno beneficiando delle agevolazioni disponibili nel 2026.

I fatti

Il booklet economia di Assolombarda per il primo semestre 2026 segnala che il prezzo dell’energia rimane “molto elevato” tra i fattori di incertezza del ciclo economico lombardo, nonostante la moderazione dell’inflazione generale. Per le imprese manifatturiere energivore — quelle con consumi superiori a determinate soglie — esistono sgravi specifici gestiti da ARERA, ma la platea delle PMI ordinarie deve fare affidamento principalmente sulle proprie strategie di efficientamento.

Le soluzioni più adottate nel 2026 dalle PMI manifatturiere includono: installazione di impianti fotovoltaici sui tetti dei capannoni produttivi, con payback medio tra 4 e 6 anni (ridotto a 2-3 anni con le agevolazioni disponibili); adesione a Comunità Energetiche Rinnovabili (CER), che permettono di condividere l’energia prodotta tra più utenti e accedere agli incentivi del Decreto CER; stipula di contratti di fornitura PPA (Power Purchase Agreement) di medio-lungo termine con produttori di rinnovabili, che fissano il prezzo dell’energia e riducono il rischio di volatilità; implementazione di sistemi di monitoraggio energetico in tempo reale, che permettono di identificare sprechi e ottimizzare i consumi senza ridurre la capacità produttiva.

La certificazione ISO 50001 — il sistema di gestione dell’energia — è diventata un requisito abilitante per l’accesso ai contributi a fondo perduto più generosi previsti dai bandi regionali e nazionali.

Fonte: Assolombarda, Booklet Economia – Sentiment e Materie prime 2026; Assolombarda, informazioni su incentivi energetici, giugno 2026.

Cosa significa

Per una PMI manifatturiera che spende tra 500.000 e 2 milioni di euro l’anno in energia, ogni punto percentuale di riduzione dei consumi vale tra 5.000 e 20.000 euro di risparmio diretto. Un monitoraggio energetico strutturato, combinato con un piano di investimento in fotovoltaico e efficientamento, può ridurre la bolletta tra il 20% e il 40% in un orizzonte di 3-5 anni.

Conclusioni

L’energia cara è un problema strutturale che non si risolve aspettando che i prezzi scendano. Chi costruisce autonomia energetica oggi — anche parziale — trasforma un costo fisso in un vantaggio competitivo rispetto ai competitor che non l’hanno fatto.

Redazione Industria Lombarda News

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