Categoria: Export e internazionalizzazione    Data di pubblicazione: 25 giugno 2026

In sintesi

Nel primo trimestre 2026, l’export bresciano cresce dello 0,7% per un valore di 5.123 milioni di euro, sostenuto dalla ripresa della domanda tedesca. Bergamo registra invece una flessione del 6,4% delle esportazioni, con difficoltà nei settori storicamente forti. Il quadro complessivo dell’export lombardo è quindi a due velocità.

I fatti

Brescia chiude i primi tre mesi del 2026 con un incremento export dello 0,7% rispetto allo stesso periodo del 2025. Il dato è sostenuto principalmente dalla ripresa dell’Europa, con la Germania che mostra segnali di risveglio dopo un 2025 difficile. Il valore assoluto delle esportazioni bresciane si attesta a 5.123 milioni di euro nel solo primo trimestre, confermando la provincia tra i principali poli manifatturieri esportatori della Lombardia.

Il quadro è diverso per Bergamo: l’export segna una flessione del 6,4%, con pressioni particolari sui settori tradizionalmente trainanti. I segnali positivi arrivano dai mezzi di trasporto e dagli apparecchi elettrici, che compensano solo parzialmente il calo negli altri comparti. La flessione bergamasca riflette anche le tensioni geopolitiche che penalizzano le rotte di export verso l’area mediorientale e alcuni mercati asiatici.

A livello lombardo complessivo, i segnali sono contrastanti tra i diversi territori manifatturieri: alcune province crescono sull’export, altre rallentano, con una polarizzazione che rende sempre meno utile leggere i dati aggregati regionali senza approfondire la propria provincia di riferimento.

Fonte: Bresciaoggi, “Modesta crescita dell’export bresciano: nel 1° trimestre 2026 +0,7%”, 2026; BergamoNews, maggio 2026; Lombardia Economy, “Export lombardo, segnali contrastanti dai territori manifatturieri”, 2026.

Cosa significa

Per le PMI esportatrici lombarde, il messaggio è chiaro: non esiste più un trend uniforme per tutta la Lombardia. Dipende dalla provincia, dal settore e dai mercati di sbocco. Chi esporta prevalentemente in Germania vede segnali positivi; chi è esposto ai mercati mediorientali o asiatici deve prepararsi a gestire l’incertezza. Diversificare i mercati di destinazione non è un lusso, è una necessità strutturale.

Conclusioni

Fare un’analisi onesta della propria composizione dell’export — per Paese e per settore acquirente — è il primo passo per capire dove si è esposti e dove si può crescere nei prossimi trimestri.

— Redazione Industria Lombarda News

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Di Redazione Industria Lombarda News

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